Babiš sostiene Meloni: «Fondamentale che sia di nuovo premier per il bene dell’Europa»
Un messaggio politico esplicito arriva da Praga al termine dell’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier della Repubblica Ceca Andrej Babiš. Nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa, Babiš ha espresso il proprio auspicio per una nuova permanenza di Meloni alla guida del Governo italiano, collegandola direttamente alla prospettiva futura dell’Unione europea.
«L’Europa può cambiare, può cambiare molto bene l’anno prossimo perché ci sono delle elezioni importanti in Francia, in Spagna, in Polonia. E soprattutto è importante che la Premier vinca di nuovo le elezioni e sia di nuovo primo ministro, fondamentale che ci sia questa continuità per l’Europa», ha dichiarato Babiš.
Le parole del premier ceco rappresentano il passaggio più politico della conferenza stampa, nel corso della quale i due leader hanno presentato anche una serie di convergenze sui principali dossier europei. La dichiarazione è stata riportata da Agenzia Vista e ripresa da La7.
Babiš ha inoltre definito Meloni una «grande leader europea», sottolineando il rapporto costruito con la presidente del Consiglio italiana e la convergenza su diversi problemi che riguardano l’Unione. Il premier ceco ha ricordato anche il proprio apprezzamento per l’Italia e ha sottolineato l’importanza del confronto con Roma.
Energia e competitività al centro del confronto
Al di là della dichiarazione politica, il cuore dell’incontro è stato rappresentato dai temi economici ed energetici. Italia e Repubblica Ceca hanno lavorato a un pacchetto comune di proposte da portare al prossimo Consiglio europeo, con particolare attenzione al sistema europeo delle emissioni ETS.
Meloni ha spiegato che Roma e Praga intendono intervenire per evitare che le regole europee sulla transizione energetica producano ulteriori effetti negativi sulla competitività dell’industria europea.
Tra le proposte discusse figurano interventi sul funzionamento del mercato delle quote di emissione, misure per contenere la pressione sui prezzi dell’energia e il rinvio dell’entrata in vigore di alcuni meccanismi destinati a incidere sui costi dei trasporti e del riscaldamento. Il pacchetto dovrebbe essere portato al vertice europeo del 15 e 16 ottobre.
La questione energetica è stata affrontata anche alla luce delle tensioni internazionali e delle conseguenze sui mercati. Meloni ha richiamato l’impatto della crisi in Medio Oriente, della situazione nel Mar Rosso e delle difficoltà legate agli approvvigionamenti energetici.
Nucleare, difesa e infrastrutture
Un altro capitolo riguarda la collaborazione industriale. Meloni ha indicato il settore dell’energia nucleare come uno degli ambiti nei quali Italia e Repubblica Ceca possono sviluppare un partenariato industriale e tecnologico.
La cooperazione potrà riguardare anche la difesa e le infrastrutture, mentre nel piano bilaterale fino al 2030 trovano spazio economia, sicurezza, migrazione, ricerca e istruzione.
Il rapporto tra Roma e Praga
Meloni ha definito i rapporti tra Italia e Repubblica Ceca «più vicini che mai», sottolineando la complementarità dei rispettivi sistemi produttivi e la convergenza su numerosi dossier europei.
I due governi hanno inoltre presentato un piano d’azione per la cooperazione tra il 2026 e il 2030, destinato a rafforzare i rapporti bilaterali e la collaborazione sui dossier dell’Unione europea.
Sul fronte migratorio, Meloni ha espresso apprezzamento per l’approccio di Praga al contrasto dell’immigrazione illegale. Tra gli altri temi affrontati figurano la sicurezza europea, la guerra in Ucraina e la situazione in Medio Oriente.
Proprio sulle crisi internazionali, Meloni ha sostenuto la necessità di un ruolo europeo più attivo. Il confronto tra Roma e Praga si inserisce così nella preparazione del prossimo Consiglio europeo, con l’obiettivo dichiarato dai due governi di costruire posizioni comuni su energia, competitività e sicurezza.
Ma a dominare la giornata resta la frase di Babiš sulla politica italiana: un appoggio esplicito alla continuità di Meloni a Palazzo Chigi, motivato dal premier ceco con l’interesse dell’Europa e con la necessità, a suo giudizio, di mantenere una linea di continuità nel prossimo futuro.
