Israele: “Nessun ritiro e massima deterrenza contro l’Iran nucleare”
Israele non intende ritirarsi dalle cosiddette “zone di sicurezza” in Libano, Siria e Gaza e continuerà a mantenere una presenza militare attiva per difendere i propri confini e i propri cittadini. È quanto si legge in una nota del ministro della Difesa Israel Katz, che lega la strategia di sicurezza alle lezioni apprese dopo gli attacchi del 7 ottobre.
“L’Idf continuerà a difendere i nostri confini e i nostri cittadini dal Monte Hermon, dalle montagne libanesi, dalla Samaria e dalla maggior parte del territorio di Gaza, contro le minacce provenienti da forze e organizzazioni jihadiste”, afferma Katz, sottolineando la necessità di una postura militare avanzata e permanente.
Nel suo intervento, il ministro affronta anche il dossier iraniano, inserendolo nel quadro delle relazioni tra Stati Uniti e Israele. Secondo Katz, il presidente americano sta portando avanti un possibile accordo con l’Iran nell’ottica degli interessi di Washington e della sicurezza regionale, con un obiettivo condiviso: impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari.
“Ci aspettiamo che venga sostenuto questo principio e altri principi relativi ai missili e ai gruppi terroristici regionali”, ha aggiunto il ministro, facendo riferimento alle preoccupazioni israeliane sul programma missilistico iraniano e sulle alleanze regionali di Teheran.
Katz ha poi ribadito la posizione di Israel sulla necessità di mantenere piena libertà d’azione: “Israele deve garantire di avere anche la capacità di agire in modo indipendente in futuro per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari”, ha dichiarato, riferendo inoltre che il premier Benjamin Netanyahu e lo stesso ministro hanno dato mandato alle forze armate di prepararsi in questa direzione.
Le dichiarazioni arrivano in un contesto di forte tensione regionale, in cui il tema della deterrenza nei confronti dell’Iran e la gestione dei fronti aperti in Medio Oriente restano centrali nelle strategie di sicurezza israeliane.
