Energia, Salvini: “No a smart working e didattica a distanza per affrontare la crisi”

Il vice premier Matteo Salvini esclude il ritorno a misure straordinarie come lo smart working generalizzato e la didattica a distanza per fronteggiare un’eventuale crisi energetica.

In una dichiarazione diffusa sui social, il leader della Lega ha chiarito la sua posizione in modo netto: “Non considero né lo smart working né la didattica a distanza. Ritengo che non sia nemmeno da prendere in considerazione, l’abbiamo già sperimentato con il Covid”.

Parole che arrivano mentre in Europa e in Italia si torna a discutere di possibili strategie per contenere i consumi energetici, alla luce delle tensioni internazionali e delle ricadute sui prezzi di gas ed elettricità.

Secondo Salvini, dunque, eventuali misure di risparmio non dovranno passare attraverso limitazioni che incidano su scuola e lavoro come accaduto durante la pandemia. Una linea che segna una distanza rispetto a ipotesi circolate negli ultimi giorni e che punta a evitare nuove restrizioni sulla vita quotidiana di cittadini e studenti.

Il tema resta al centro del dibattito politico, con il governo chiamato a individuare soluzioni sostenibili per garantire sicurezza energetica senza ricorrere a strumenti già adottati durante l’emergenza sanitaria.