Monteleone di Spoleto, il sindaco Angelini: “La stabilità è responsabilità. Nei territori fragili serve continuità per ricostruire”

In occasione dell’apertura di NeroNorcia, la tradizionale mostra mercato dedicata al tartufo e alle eccellenze del territorio, il sindaco di Monteleone di Spoleto, Marisa Angelini, interviene nel dibattito sulla ricostruzione e sulla gestione dei territori colpiti dal sisma, rilanciando il valore della “stabilitas loci”.

Il riferimento nasce dalle parole del Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Federico Sisti, che durante l’inaugurazione ha richiamato un principio contenuto nella Regola di Benedetto da Norcia: la “stabilitas loci”, ovvero la scelta di restare, di radicarsi in un luogo, di costruire nel tempo una presenza responsabile e consapevole.

Un concetto antico, ma straordinariamente attuale per i territori fragili dell’Appennino umbro.

Continuità come fattore di resilienza

Angelini sottolinea come il valore della permanenza non riguardi soltanto chi abita e lavora nei piccoli comuni del cratere sismico, ma interpelli direttamente anche le istituzioni pubbliche impegnate nella ricostruzione.

«Un territorio ferito può diventare forte e resiliente quando chi lo vive e lo amministra sceglie di restare, di investire nel tempo, di costruire relazioni stabili», è il senso della riflessione rilanciata dal primo cittadino.

La stabilità, spiega Angelini, non è sinonimo di immobilismo né di chiusura. Al contrario, rappresenta una forma di responsabilità verso la comunità. È il presupposto che permette di generare memoria amministrativa, competenza tecnica e fiducia tra istituzioni, cittadini e professionisti.

Il nodo del turnover negli uffici pubblici

Nel cuore del cratere sismico, però, il frequente turnover negli uffici pubblici rischia di indebolire proprio quella continuità che costituisce un elemento essenziale per una ricostruzione efficace.

Ogni avvicendamento comporta tempi di apprendimento, perdita di conoscenza storica delle pratiche, interruzione di relazioni consolidate. Un processo che, nei territori segnati da una fase di straordinaria complessità amministrativa e tecnica, può tradursi in rallentamenti e discontinuità operative.

Da qui l’invito ad aprire una riflessione concreta su strumenti capaci di favorire la permanenza nei ruoli chiave, la trasmissione delle competenze maturate sul campo e il rafforzamento del senso di servizio verso il territorio.

Non si tratta, precisa Angelini, di una questione corporativa, ma di un tema di interesse collettivo.

La lezione di NeroNorcia

La vitalità di NeroNorcia dimostra come un territorio fragile possa trasformarsi in punto di forza attraverso la fedeltà delle persone che lo abitano e lo valorizzano. Allo stesso modo, osserva il sindaco, anche la ricostruzione istituzionale necessita di stabilità organizzativa e valorizzazione dell’esperienza.

“La permanenza crea competenza; la continuità rafforza le comunità; la presenza costante genera fiducia”: è questa la prospettiva suggerita dal richiamo benedettino alla “stabilitas loci”.

Angelini evidenzia come la mobilità del personale rappresenti un valore quando risponde a criteri di crescita professionale e di equilibrio organizzativo. Diventa invece un limite quando compromette l’efficienza e la continuità dell’azione pubblica in territori che stanno ancora affrontando una fase delicata della ricostruzione post-sisma.

Ricostruire è custodire

Il messaggio è chiaro: la resilienza non nasce dall’emergenza, ma dalla continuità. Ricostruire non significa soltanto riparare edifici o infrastrutture, ma anche custodire competenze, relazioni e memoria amministrativa nel tempo.

“La stabilità non è conservatorismo, ma responsabilità verso il bene comune”, ribadisce il sindaco di Monteleone di Spoleto, rilanciando una riflessione che unisce tradizione spirituale e governance contemporanea.

In territori che ancora cercano un equilibrio dopo le ferite del sisma, la scelta di restare – nelle comunità come nelle istituzioni – diventa così un atto concreto di cura e di futuro.