Legge di Bilancio 2026-2029, 16 miliardi l’anno per misure su fisco, famiglie e imprese. Giorgetti: “Prudenza sulla spesa per la Difesa”
Cominciano a delinearsi i contorni della Legge di Bilancio 2026-2029, che il governo presenterà a fine ottobre. Il Documento programmatico di finanza pubblica approvato dal Consiglio dei ministri anticipa una manovra da circa 16 miliardi di euro l’anno, finanziata in larga parte da nuove entrate e tagli di spesa per quasi 9 miliardi annui. A completare la copertura sarà un lieve aumento del deficit – un decimale per anno – che resterà comunque sotto la soglia del 3% del Pil, con l’obiettivo di consentire all’Italia l’uscita dalla procedura d’infrazione europea già nella primavera prossima.
Le priorità indicate dal governo riguardano il sostegno al lavoro e alle famiglie, con il riequilibrio del carico fiscale a favore dei redditi medio-bassi, il proseguimento degli incentivi agli investimenti delle imprese e il rafforzamento delle misure per la natalità. Confermato anche l’impegno per la sanità e per l’edilizia residenziale pubblica, mentre resta più incerto il capitolo relativo alla spesa per la Difesa, su cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti mantiene un approccio prudente.
Sul fronte militare, l’Italia ha accettato di accedere ai prestiti europei “Safe”, per un totale di 15 miliardi di euro, destinati a sostenere la capacità produttiva e la modernizzazione del comparto. Entro novembre sarà inviata a Bruxelles la lista dei programmi di spesa e la richiesta dei fondi, ma – precisa il governo – i tempi tecnici di verifica non permetteranno di indicare nella Legge di Bilancio una precisa allocazione delle risorse. Il piano prevede un impegno graduale fino a 12 miliardi a fine triennio, ma con una chiara avvertenza da parte di Giorgetti: «Le decisioni in materia dovranno essere ben ponderate, evitando brusche accelerazioni della spesa. Una corsa agli acquisti rischierebbe solo di far aumentare i prezzi, le importazioni e la dipendenza da Paesi terzi».
Il ministro presenterà al Parlamento, a inizio anno, la pianificazione della spesa militare aggiuntiva, con l’indicazione delle possibili ricadute economiche positive. Tuttavia, il vero nodo per il Tesoro resta quello dei vincoli europei: la spesa primaria netta non potrà crescere oltre i livelli concordati con Bruxelles. L’Italia, al momento, è in linea con i parametri, ma l’aumento della spesa per la difesa potrebbe spingere i conti oltre la traiettoria prevista.
In tal caso, il governo è pronto a ricorrere alla “Clausola di salvaguardia nazionale” per restare al di fuori della procedura per disavanzo eccessivo. «Prima completeremo il programma Safe – ha spiegato Giorgetti – poi valuteremo l’effettiva necessità della Clausola, tenendo conto dell’obiettivo di uscire definitivamente dalla procedura europea».
Sul piano politico, il messaggio del ministro è chiaro: la prudenza contabile resterà il cardine della strategia economica, ma senza sacrificare la spesa sociale. «Lo sviluppo della capacità di difesa e sicurezza – scrive Giorgetti nel Documento – non comporterà riduzioni delle voci di spesa più orientate alla crescita e al benessere economico e sociale degli italiani».
Nella manovra, dunque, troveranno spazio il rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale, il potenziamento dei bonus per le mamme lavoratrici e per la natalità, insieme all’avvio di un nuovo piano di edilizia residenziale. Una legge di bilancio che si presenta come un difficile equilibrio tra rigore e crescita, con l’obiettivo di mantenere la fiducia dell’Europa e la stabilità dei conti pubblici, senza rinunciare al sostegno a famiglie, lavoro e imprese.
