A Rende il Longevity Day: protagonista Massimo Martire, a lui il Premio Longevity 2025
Sarà una giornata all’insegna della cultura, della memoria e della parità intergenerazionale quella in programma il 1° ottobre 2025 al Museo del Presente di Rende (CS), in occasione del Longevity Day Italia, appuntamento nazionale dedicato a salute, ambiente, alimentazione e welfare. Tema dell’edizione 2025: “The Journey to Age Equality – Il viaggio verso la parità anche in base all’età”.
Il mattino sarà dedicato agli studenti delle scuole superiori di Rende, chiamati a confrontarsi su temi di attualità e memoria storica. Dopo i saluti istituzionali di Maria Brunella Stancato, presidente nazionale di Anziani Italia, del sindaco di Rende Sandro Principe e dell’assessore alla Pubblica Istruzione Stefania Belvedere, spazio all’intervento del giornalista Massimo Martire, direttore artistico delle radio del gruppo Canale Italia. Martire introdurrà la proiezione del documentario “L’Anima Dimenticata di Cipro”, opera che racconta con sensibilità le ferite ancora aperte dell’isola mediterranea, stimolando il dialogo e la riflessione dei giovani presenti.
Il momento clou arriverà nel pomeriggio, alle 16.30, con la consegna del Premio Longevity Day Italia – 11ª edizione, che quest’anno sarà attribuito proprio a Massimo Martire per il suo impegno giornalistico e culturale nel promuovere la pace, la memoria e il valore della comunicazione come strumento di coesione sociale.
La giornata proseguirà con un respiro artistico: alle 18.30 si esibirà l’Espresso Brass Quintet di Roma, in un concerto di musica da camera presentato dalla giornalista Elvira Sangineto.
Infine, la manifestazione si sposterà nel centro storico di Rende, dove, presso il ristorante pizzeria L’Arco, sarà possibile degustare un piatto identitario della città (su prenotazione obbligatoria al numero 320 6758905).
Il Longevity Day 2025 non sarà dunque soltanto un evento celebrativo, ma un’occasione di dialogo tra generazioni, con un riconoscimento speciale a una voce autorevole del giornalismo italiano come Massimo Martire, testimone di un percorso che unisce memoria, cultura e futuro.
