La Malattia morale che ci annienta

“…è il caso di dire: io mi ricordo!

Ora, in questo tempo sbandato,

ove tutto pare sia permesso e dovuto.

C’è un male nascosto, invisibile, che

lentamente ci sta uccidendo, ha tanti nomi:

da libertà a felicità, libero arbitrio.

In realtà non è niente di tutto questo

è una malattia subdola, una cancrena che

distrugge… avvelena lentamente“ Vincenzo Calafiore

L’eccessiva e grave crescita dei più diversi fenomeni di violenza è il frutto di una malattia “ morale “ che ormai è diventata una cancrena, colpisce sempre di più, sempre di più violenta, volgare e decadente.

Il cinismo e la spregiudicatezza sempre crescenti, il pragmatismo senza principi, il non avere ideali, valori etici, eleganza, il non credere a nulla, il cercare un illusorio rifugio nell’alcol e nelle droghe sono le premesse della violenza che sempre più cresce nelle varie forme, che ahimè sempre più spesso ( ormai divenuta anche una prassi) arrivano anche all’assassinio, ma anche ordinariamente si esprimono nel disprezzo dei valori umani altrui, nella sottovalutazione di qualsiasi principio morale, nella carenza di rispetto verso ciò che è estraneo, nella stessa violenza verbale, per non parlare della violenta quotidiana anarchia delle strade dove sempre più manca il rispetto per le regole e per gli altri.

Il degrado di valori è cresciuto ulteriormente dopo che, con la caduta delle ideologie totalitarie del Novecento, è stata confusa la fine delle ideologie totalitarie con gli ideali democratici e le culture civili dell’Occidente che avevano osteggiato i totalitarismi.

Senza alti ideali e con pochi valori morali cresce la malattia morale che produce superficialità, cinismo e violenza che sono poco contrastati dalle autorità.

La ricerca dei valori religiosi e le iniziative di volontariato, da sol, non sono più sufficienti.

Per sconfiggere questa malattia morale non bastano le leggi e non ne occorrono altre, soprattutto quando vengono saltuariamente applicate, quando non c’è la certezza del diritto e della pena.

Ciò che manca è innanzi tutto la cultura e lo spirito del rispetto delle regole e dei valori morali che sono insiti in uno Stato costituzionale di diritto come lo è l’Italia. Ma in Italia, da decenni, non si insegna nemmeno la Costituzione, non se ne fanno conoscere i principi fondamentali; l’educazione civica è scomparsa dalle programmazioni scolastiche.

Occorre essere consapevoli di questa terribile spirale per affrontarla davvero e non con parole di circostanza. Occorre ricostruire una profonda consapevolezza delle responsabilità e degli inscindibili doveri e diritti di ognuno.

E’ indispensabile ricostruire lo Stato di diritto e inserire nei percorsi scolastici e formativi di ogni livello l’educazione al civismo, ai doveri e diritti di cittadinanza.

Senza queste premesse la malattia morale di cui soffre l’Italia si allargherà ancora, come una piaga infetta.