Nelle Marche nasce l’alleanza del cambiamento: 19 sigle per un campo larghissimo

Siglato ad Ancona il programma della coalizione progressista per le prossime regionali: sanità pubblica, salario minimo, aree interne e sostenibilità i punti cardine. Ricci (PD): “I marchigiani chiedono un cambio di Marche”

Un campo larghissimo, mai così esteso nella storia politica regionale. Nelle Marche prende forma l’Alleanza del Cambiamento, una coalizione composta da ben 19 sigle, pronte a sfidare il centrodestra alle prossime elezioni regionali. A guidare il fronte progressista sarà Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, che ieri ad Ancona ha presentato il programma con cui la nuova alleanza intende voltare pagina nella regione.

Tra i firmatari del patto elettorale ci sono i principali partiti del centrosinistra e del campo progressista: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Europa Verde, Sinistra Italiana, Italia Viva e Più Europa, affiancati da una vasta galassia di forze minori che vanno dai Socialisti a Rifondazione Comunista, da Demos ai Liberali, fino ad associazioni civiche e territoriali. L’obiettivo dichiarato è chiaro: costruire una vera alternativa politica e sociale alla destra, che guida la Regione dal 2020.

Questa è l’Alleanza del Cambiamento, l’alleanza di chi vuole cambiare le Marche”, ha dichiarato Ricci nel corso della presentazione. “Abbiamo messo insieme 19 sigle, per un progetto serio e concreto da mettere in campo per la nostra regione. I marchigiani chiedono un cambio di Marche ed è quello che vogliamo dare con questa alleanza”, ha spiegato il candidato presidente, sottolineando la necessità di una svolta netta sulle politiche sanitarie, sul sostegno ai territori interni, sul rilancio dell’impresa locale, sulla transizione ecologica e sul fronte sociale.

Tra i temi centrali del programma compare anche una proposta simbolica e identitaria: il salario minimo regionale, che si affianca alle battaglie per la difesa della sanità pubblica e per una maggiore equità territoriale. “Abbiamo ascoltato i cittadini, ci siamo confrontati con loro e abbiamo costruito un programma sulla base delle esigenze reali di chi vive i territori”, ha detto Ricci, rivendicando un approccio partecipativo e dal basso.

Durante l’evento Ricci ha anche lanciato una frecciata al governo centrale, denunciando l’incertezza sulla data delle elezioni. “Stiamo facendo la campagna elettorale senza avere la certezza della data, è una vergogna. Chiediamo che si voti a ottobre come in Toscana”, ha affermato, chiedendo un allineamento del calendario elettorale a quello delle altre regioni.

La coalizione punta ora a consolidare l’unità costruita in questi mesi, rafforzando un patto che ha richiesto mediazioni complesse e un lungo lavoro di tessitura politica. Ma la sfida più grande sarà quella di portare al voto un messaggio unitario, capace di coinvolgere un elettorato variegato e spesso disilluso.

Il messaggio è chiaro: il cambiamento delle Marche passerà da una pluralità di forze che, pur con storie diverse, hanno deciso di marciare insieme per un obiettivo comune.