Università di Perugia, il 17 giugno il secondo turno per l’elezione del Rettore. Ci sarà davvero un solo candidato? Anche così, il voto resta centrale

Conto alla rovescia innescato! Si terrà martedì 17 giugno il secondo turno delle elezioni per il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, chiamato a guidare l’Ateneo per il sessennio 2025-2031. Dopo la consultazione del 4 giugno, il professor Massimiliano Marianelli è risultato nettamente il più votato, raccogliendo un numero di preferenze superiore a quello dello sfidante Daniele Porena. Tuttavia, non ha raggiunto la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, come previsto dal regolamento per l’elezione al primo turno.

Per questo motivo è prevista una seconda tornata elettorale, che si terrà martedì 17 giugno.

Nelle ultime ore si è fatta strada l’ipotesi di un possibile ritiro di Porena, che lascerebbe Marianelli come unico candidato al ballottaggio. Tuttavia, al momento non vi è ancora una conferma ufficiale e la situazione resta in evoluzione.

In ogni caso, il secondo turno si terrà regolarmente. Il regolamento elettorale dell’Università di Perugia non prevede quorum di partecipazione: l’elezione sarà valida anche con un solo candidato e indipendentemente dal numero di votanti.

Anche senza sfida, il voto mantiene il suo valore

Nonostante l’eventuale assenza di competizione diretta, la giornata elettorale del 17 giugno mantiene tutto il suo valore istituzionale e politico. L’intera comunità universitaria – docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e rappresentanti degli studenti – sarà chiamata a partecipare a un momento che va oltre la semplice formalità.

Il voto, anche in presenza di un unico nome sulla scheda, rappresenta un’espressione di attenzione, presenza e responsabilità. Comunque vada l’esito, che appare ormai scontato per la forte convergenza di ex candidati e realtà accademiche su Massimiliano Marianelli, la partecipazione rimane fondamentale. In un contesto universitario attraversato da trasformazioni profonde – sul piano della ricerca, del reclutamento, della didattica e della gestione delle risorse – andare alle urne è uno degli strumenti con cui la comunità può riaffermare il proprio ruolo attivo e manifestare il proprio sostegno.

Un’elezione comunque significativa

Il primo turno ha indicato chiaramente la direzione verso cui l’Ateneo si orienta. Il secondo turno del 17 giugno, pur con un esito che si preannuncia già chiaro, rappresenta il passaggio conclusivo di una fase di rinnovamento.

In questo quadro, il dato più atteso sarà quello della partecipazione: un segnale importante di coesione e consapevolezza. Votare, anche senza una sfida “serrata”, significa confermare un legame con l’istituzione, contribuire a rafforzarne le fondamenta democratiche e dimostrare senso di appartenenza.