Perugia. “Entri Papa ed esci Cardinale”: smentiti i pronostici. Marianelli sarà Rettore?
Sembrava tutto scritto. I cosiddetti “analisti”, opinionisti e portatori di verità avevano già emesso le loro sentenze. C’erano logiche di partito, cordate territoriali, caminetti accesi nei corridoi della politica accademica. Ma il primo turno per l’elezione del nuovo Rettore dell’Università degli Studi di Perugia ha spazzato via tutto, con un risultato che ha smentito previsioni, retroscena e scenari.
Non abbiamo fatto sondaggi, non ci siamo affidati ad algoritmi predittivi né a Intelligenze Artificiali. Abbiamo semplicemente osservato. E quel che il cosiddetto “sentiment” restituiva – ovvero la percezione diffusa tra le persone coinvolte – era chiaro: Massimiliano Marianelli era il candidato favorito.
Una rosa di cinque nomi, tutti stimati professionisti, tutti considerati “amici” nel contesto universitario. Eppure la preferenza, al netto delle appartenenze ideologiche o degli endorsement personali, è andata a chi ha saputo interpretare meglio il ruolo del costruttore di ponti, non quello del portabandiera di fazioni. Se avessero contato davvero i pesi specifici, le militanze o le carriere, Luca Gammaitoni avrebbe probabilmente guidato la classifica. Il suo profilo internazionale e la sua recente esperienza politica gli conferivano un’autorevolezza indiscutibile.
Ma non è stato così. E non è un attacco personale a nessuno. La verità è che si è assistito a una sfida vera, combattuta senza sconti, anche da chi era dato per “minore”. Il primo turno è stato impegnativo per gli elettori, perché l’offerta era di alto livello e la scelta tutt’altro che semplice.
A spuntarla come secondo per il ballottaggio – per un soffio – è stato Daniele Porena, ma con un distacco che in termini proporzionali non lascia indifferenti. Ora si guarda al secondo turno, fissato per il 17 giugno. E già si parla di trattative, telefoni roventi, accordi, pacche sulle spalle. Ma la verità, forse scomoda per i professionisti dell’analisi politica, è un’altra: al secondo turno conteranno le preferenze, non le alleanze.
Gli elettori saranno chiamati a scegliere tra Marianelli e Porena, tra due visioni, tra due profili. Non tra destra e sinistra, non tra blocchi di potere. Perché l’Università è pubblica, e la politica – quella di partito – deve restarne fuori.
L’ampio margine raccolto da Marianelli è un segnale: c’è voglia di dialogo, di inclusione, di ponti. E in tempi in cui troppo spesso si scelgono i muri, quel segnale andrebbe ascoltato. Perché i ponti servono a unire, non a dividere. E oggi più che mai, l’Università ha bisogno di costruire, non di combattere.
La forza delle immagini per analizzare
Un’ultima considerazione che, da osservatori esterni, vogliamo condividere con i lettori: scorrete questa galleria fotografica. Le immagini raccontano da sole, con una forza espressiva che le parole faticano a eguagliare.












