Eurovision 2025: Italia quinta con Lucio Corsi, serve un salto di qualità per tornare a vincere

Delusione tricolore all’Eurovision 2025: trionfa l’Austria con JJ, l’Italia resta nella Top 5 ma fatica a imporsi. La musica italiana deve rinnovarsi per conquistare l’Europa

Dopo una settimana di spettacolo, sorprese e musica da tutta Europa, l’Eurovision Song Contest 2025 ha incoronato il suo vincitore: il giovane talento austriaco JJ, nome d’arte di Johannes Pietsch, che ha conquistato pubblico e giurie con il brano Wasted Love. Un mix raffinato di pop e lirica, interpretato con una vocalità unica da contraltista, ha permesso all’artista 25enne di battere la concorrenza di favoriti come Francia e Svezia, imponendosi come nuova stella del panorama musicale europeo.

JJ, cresciuto tra Dubai e Vienna, si è fatto conoscere per le sue performance intense in ambito lirico e per il coraggio di portare uno stile ibrido sul palco dell’Eurovision. Il suo trionfo segna una svolta verso una musica che osa, fonde i generi, cerca l’emozione autentica oltre i cliché del pop da classifica.

Italia nella Top 5 ma fuori dal podio: bene Lucio Corsi, male Gabry Ponte

Per l’Italia, la finale di Basilea è stata agrodolce. Lucio Corsi, con la sua Volevo essere un duro — secondo classificato all’ultimo Festival di Sanremo — ha conquistato il quinto posto, confermando un discreto stato di salute della musica italiana in chiave internazionale. Il cantautore toscano ha brillato soprattutto grazie al voto delle giurie, mentre ha raccolto meno consensi dal televoto, segnale forse che il linguaggio musicale italiano colpisce più gli esperti che il grande pubblico europeo.

Ancora una volta, però, l’Italia manca l’appuntamento con la vittoria. Dopo il successo dei Måneskin nel 2021, nessun altro artista è riuscito a riportare il trofeo a casa, nonostante l’ottima continuità (dal 2017 l’Italia è sempre tra i primi dieci). Un dato che fa riflettere: l’industria musicale italiana sembra in una fase di transizione, ma senza riuscire a trovare una formula capace di unire originalità, modernità e respiro internazionale.

A confermare le difficoltà, l’ultimo posto di San Marino, rappresentato dal DJ Gabry Ponte con Tutta l’Italia, che ha raccolto appena sei punti dalle giurie e un risultato deludente anche al televoto. Un esito inaspettato per un artista di esperienza, ma forse anche il segnale che l’Eurovision richiede oggi più che mai una proposta musicale nuova, capace di sorprendere e raccontare qualcosa di diverso.

Un contesto europeo in fermento

Il podio di quest’edizione lo dimostra: l’Europa musicale è in fermento. Al secondo posto si è piazzato l’israeliano Yuval Raphael con New Day Will Rise, un brano potente e ricco di speranza, mentre il terzo posto è andato all’estone Tommy Cash con Espresso Macchiato, un’esibizione visionaria e fuori dagli schemi.

Questi risultati parlano chiaro: il Song Contest sta premiando chi osa, chi rompe gli schemi, chi porta sul palco non solo una canzone, ma una visione. La Svezia, da sempre protagonista dell’Eurovision, si è fermata ai piedi del podio con KAJ, mentre la Francia — favorita della vigilia con Louane e la sua Maman — ha chiuso solo al settimo posto, vittima forse delle troppe aspettative.

Italia: serve coraggio per tornare a vincere

Il percorso italiano resta positivo, ma non basta più. L’Eurovision non è solo una gara musicale: è una vetrina globale, un palco su cui si afferma un’identità artistica. Lucio Corsi ha dimostrato che la canzone d’autore italiana ha ancora molto da dire, ma per tornare davvero a vincere serve un passo in più. Serve innovazione, apertura, contaminazione. Serve il coraggio di uscire dalla comfort zone e di parlare al cuore dell’Europa con una voce nuova.

Perché se il talento non manca, quello che oggi sembra mancare è una visione davvero internazionale della musica italiana. E senza quella, il volo verso la vetta rischia di rimanere sempre a un passo dal decollo.