Mastercard in tilt: blackout globale e pagamenti rifiutati. Meglio affidarsi solo alle carte?
Una domenica nera per milioni di utenti Mastercard in tutto il mondo. Nella mattinata del 9 marzo 2025, il circuito di pagamento ha subito un blackout che ha reso impossibile effettuare transazioni con carte di credito, debito e prepagate, sia online sia nei negozi fisici. “Pagamento rifiutato” è stato il messaggio che in tanti si sono visti restituire dai terminali, generando disagio e preoccupazione tra i consumatori. Il problema, che ha interessato diversi Paesi, ha colpito anche l’Italia, sebbene qui la situazione sia rientrata intorno a mezzogiorno.
L’Italia tra le aree colpite: cosa è successo
Nel nostro Paese, il picco delle segnalazioni si è verificato tra le 9 e le 11 del mattino, con utenti da Milano a Bari che hanno riportato difficoltà nei pagamenti. Secondo Downdetector, la mappa delle criticità ha mostrato le maggiori concentrazioni nelle grandi città, ma senza un numero di segnalazioni tale da far pensare a un collasso totale del servizio.
A livello globale, il blackout ha creato problemi significativi nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Giappone e in Francia. Particolarmente critica la situazione in Ucraina, dove molti cittadini hanno trovato impossibile completare transazioni nei supermercati e nei negozi. Alcuni problemi, nel Paese in guerra, si sarebbero verificati anche con il circuito Visa, specialmente per chi utilizzava i servizi di PrivatBank, e con i pagamenti effettuati tramite Apple Pay e Google Pay.
Un colosso in difficoltà
Mastercard, attiva dal 1966, è oggi uno dei circuiti di pagamento più diffusi al mondo, con carte accettate in circa 200 Paesi e oltre 35 milioni di esercizi commerciali. La sua tecnologia avanzata, basata su chip EMV e pagamenti contactless, è generalmente sinonimo di sicurezza e rapidità. Tuttavia, un’interruzione come questa mette in luce un aspetto spesso sottovalutato della digitalizzazione totale dei pagamenti: la vulnerabilità dei sistemi elettronici.
Cosa accade quando un’interruzione tecnica impedisce a milioni di persone di accedere ai propri fondi? Il problema di Mastercard solleva una questione più ampia: l’eliminazione del contante a favore dei pagamenti digitali è davvero una scelta senza rischi?
La fine del contante è davvero auspicabile?
Negli ultimi anni, governi e istituti bancari hanno incentivato l’uso delle carte e dei pagamenti digitali, spesso presentandoli come più sicuri e pratici rispetto ai contanti. Eppure, episodi come il down di Mastercard dimostrano che l’affidarsi esclusivamente ai circuiti elettronici può creare disagi imprevisti.
In un mondo senza contanti, blackout tecnologici o attacchi informatici potrebbero rendere impossibile l’acquisto anche dei beni di prima necessità. Cosa accadrebbe se un guasto di questa portata durasse più a lungo? Senza alternative, i consumatori si troverebbero in una situazione di paralisi economica.
Per ora, la spinta verso una società cashless sembra inarrestabile. Ma episodi come questo sollevano interrogativi importanti: siamo davvero pronti a rinunciare completamente ai contanti? E soprattutto, siamo sicuri che questa sia la soluzione migliore per tutti?
