Trump: liberare gli ostaggi prima del 20 gennaio o il Medio Oriente sarà un inferno
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente richiesto la liberazione degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza prima del suo insediamento, previsto per il 20 gennaio. Durante una conferenza stampa in Florida, Trump ha avvertito che se gli ostaggi non saranno rilasciati prima di quella data, il Medio Oriente rischierà di diventare “un inferno”. Ha inoltre dichiarato che una simile situazione non sarebbe favorevole a Hamas o a nessun altro: “Sarà un inferno”, ha sottolineato.
Dazi e uso della forza per il controllo della Groenlandia
Trump ha anche espresso la possibilità di utilizzare l’esercito per ottenere il controllo della Groenlandia, dichiarando che non esclude l’uso della “coercizione militare o economica” per raggiungere questo obiettivo, così come per il Canale di Panama. Ha aggiunto che, se la popolazione della Groenlandia votasse per l’indipendenza o per unirsi agli Stati Uniti, applicherà dazi molto elevati alla Danimarca se non dovesse accettare il risultato. La motivazione di queste azioni sarebbe la “sicurezza nazionale” e la protezione del “mondo libero”, visto l’aumento della presenza di navi cinesi e russe nell’area.
Sviluppi legali: appello e nuove cause
Sul fronte legale, Trump ha presentato un nuovo appello per fermare la sentenza prevista per il 10 gennaio nel caso Stormy Daniels. La richiesta riguarda i pagamenti segreti effettuati alla pornostar, e i suoi avvocati stanno cercando di rinviare la condanna. Il giudice Juan Merchan ha recentemente respinto la richiesta di rinvio della sentenza.
In un altro caso, il giudice Aileen Cannon ha temporaneamente impedito al procuratore speciale Jack Smith di pubblicare il rapporto sulla gestione delle carte segrete a Mar-a-Lago, in attesa che una corte d’appello si pronunci su una mozione urgente da parte di alcuni coimputati di Trump.
Riflessioni sulla NATO: “Spendere il 5% del PIL”
Trump ha anche ribadito la sua posizione sulla NATO, affermando che gli alleati dovrebbero spendere il 5% del loro PIL per la difesa, sottolineando che “tutti possono permetterselo”. Ha criticato l’attuale obiettivo del 2% di spesa e ha insistito sul fatto che il 5% sarebbe una spesa più adeguata per la sicurezza dell’Alleanza.
