Archiviato il grillismo: è il tempo dei contiani
Il Movimento 5 stelle non c’è più o meglio cambia ed archivia il grillismo per dare spazio definitivamente al tempo dei contiani. I nuovi progressisti lasciano il movimentismo per ufficializzare la trasformazione in partito, archiviano il fondatore Beppe Grillo per l’avvocato del popolo Giuseppe Conte. Il Movimento delle 5Stelle si trasforma in un alleato del Pd nel ritorno della Quercia e dei cespugli-
Come un tradizionale partito quel che resta delle 5Stelle apre a tre mandati e la deroga alla candidatura di sindaco e di presidente di Regione. L’assemblea ha poi votato anche per l’eliminazione del ruolo del garante. La platea di Nova (la versione contiana dei 5S) ha accolto con un applauso la comunicazione del risultato. Sulle funzioni del ruolo del garante, è stato deciso che dovranno essere affidate ad un organo collegiale appositamente eletto e non affidate al Comitato di Garanzia. In altre parole tanti saluti a Beppe Grillo.
Per quanto riguarda le alleanze, l’assemblea ha deciso che devono essere condizionate a un accordo programmatico preciso. Inoltre, riguardo al quesito sul posizionamento politico del Movimento, la maggioranza ha votato per dichiararsi “progressisti indipendenti”. Via libera anche alla possibilità di modificare il simbolo del M5s.
Inevitabile la scissione di fatto con gli ex grillini che andranno verso altri lidi. In termini percentuali il Movimento alle ultime regionali si è attestato attorno al 5%, con la scissione di fatto potrebbe anche dimezzare i consensi. I più ritengono che il viale del tramonto sia segnato. Nei progetti di Conte invece (una volta “eliminato” Grillo) il futuro sarà “radioso”. Il tempo è galantuomo.
Sugli scontri con Beppe Grillo, l’ex premier ha dichiarato. “Non mi sarei mai aspettato che il garante si mettesse di traverso ed entrasse a gamba tesa. Un garante che ci ha detto da subito e lo ha ripetuto con pec e video che ci sono alcune cose di cui potete discutere e altre no. Questo ha creato un cortocircuito. Non è mai stato uno scontro del garante contro il sottoscritto”.
Il presidente dei 5 stelle ha poi sottolineato il risultato sul quesito che fa diventare il Movimento una forza di “progressisti indipendenti”. “Siamo progressisti? Dai quesiti direi che siamo progressisti – ha affermato -. Siamo progressisti nella misura in cui non ci appartiene la cultura della conservazione. Non ci appartiene la cultura reazionaria”.
Beppe Grillo, poco prima del risultato del voto, ha aggiornato il suo stato whatsapp con una foto molto emblematica: “Da francescani a gesuiti”, postando l’immagine del “sasso dove posava il capo il serafico padre San Francesco”, come recita la targa che sovrasta la reliquia conservata nella chiesa di San Francesco a Ripa, a Roma. Le parole di Grillo sembrerebbero prendere atto dell’avvenuta trasformazione del Movimento, che avrebbe perso la sua ispirazione “francescana” e ribelle per diventare, con Giuseppe Conte, un partito come gli altri.
