Il Mare

“ Dedicato al mio Amico carissimo:

SALVINO BASILE che del mare

come me ama tutto e di mare vive! “

Calafiore Vincenzo

 

“ Quale maniera più bella di onorare Dio, parlando o raccontando la sua creatura più bella: il Mare! E per farlo, di me, invento un personaggio

“ QUINTO” che lo racconti,e lo fa in prima persona, non so se nella giusta maniera poiché entrambi i personaggi, io e Quinto,non sanno scrivere e per farlo usano un loro linguaggio né  forbito, né accademico, ma è quello della gente di mare, di coloro che delle spiagge ne hanno fatto, ne fanno ancora cattedrali in cui pregare! “

 

Nella vita ci sono dei momenti nei quali vorrei prendere le distanze dai miei stessi occhi, collocare le parole ed i pensieri in una zona franca, dove io e gli altri saremmo allo stesso pari, senza un presente, senza un passato. Farlo senza alcuna protezione, capaci di dimostrare all’altro la sincerità nel confessare le proprie sconfitte, i fallimenti e anche le sue. Una sincerità grande tale da riuscire a rendere le parole sconfitta e fallimenti, termini vuoti, senza alcun significato.

Una sincerità senza retorica capace di riscattarle da subito, sin dal nascere.

C’è stato un tempo in cui, non parlavo più con Dio, mi sentivo solo anche vicino al mare; ero arrabbiato con lui, perché mi aveva dato il dono che mi faceva parlare con il mare; e la gente vedendomi diceva che ero pazzo, andavano dicendo che Quinto si è bevuto il cervello.

Ma io amo il mare, mi piace quando mi sussurra fiabe di pesci e fondali fioriti, del melograno rosso vermiglio che cresce ai piedi dei grossi scogli. Io sto qui e lo guardo.

Guardo se c’è un qualcosa che rassomigli alla mia vita.

Guarda, stai attento, poco fa c’era un’aria leggera, una bava di vento, ora è sparita, non c’è più! Non è facile da spiegare. I pescatori, la gente di mare la chiamano “ carezza della sposa” perché è dolce e delicata come la carezza di una sposa, di una donna verso il suo uomo; non la puoi vedere, ma si vede compiersi la sua magia sul mare, che è appena increspato, come se una mano leggera invisibile lo sfiorasse dolcemente. E’ molto bello!

Questo mi fa pensare a una donna molto dolce, seduta qui con me, al mio fianco, che non mi chiede di parlare, mi lascia coi miei pensieri, a fissare il mare, e immagino una sua carezza così dolce tanto da muovere il mare dentro di me.

Non rassomiglio al mare, ma il mare ugualmente mi vuole uguale a lui.

Del mare mi piace tutto, ma di più perché è immenso.

Io nella vita  non ho fatto grandi cose, non ho soldi, non ho neppure una terra mia o una casa, la mia casa è una capanna, e basti che il mare salga un po’ di più che se la porta via.

Ogni santo giorno della mia vita è stato uguale a oggi, non è cambiato niente, tutto è uguale al mare, piatto.

Guarda, una barca gli passa sopra e lo apre, una volta passato l’acqua si richiude ….. così è la vita penso!

Galleggiando una bottiglia si avvicina agli scogli, l’avrà gettata qualcuno, non c’è un messaggio dentro!

Io non ho mai mandato un messaggio in bottiglia, a Dio si! Quando entro in chiesa per parlare con lui gli lascio sull’altare due conchiglie e un sassolino, sono cose sue, che io raccolgo per lui, come per ricordargli che io ci sono stato nella sua casa!

Se dovessi mandare un messaggio in bottiglia lo manderei solo al mare; ma gli parlo e gli  basta così.

Forse non servirebbe parlare, basterebbe solo guardarsi negli occhi …. come fanno i pesci, ma le persone invece vogliono solo parlare, vogliono solo parole che più gli piace sentire, sono solo parole e basta; dentro quelle parole non c’è niente sono delle scatole vuote, non hanno cuore, né anima … come in quella bottiglia vuota …..  e io ne parlo.. così le parole si gettano una dopo l’altra senza pausa, senza amore, senza mare e così facendo si pensa di parlare, ma non si parla.

Guardo a terra tra i sassi ci sono pezzi di piastrelle, e vetri che riluccicano solo se il mare li bagna, a vederli sembrano diamanti, ma è un inganno, e pezzi di mattoni.  Hanno tutti una vita, un passato, come il mio che sta nella sabbia sotto i miei piedi.

Qui nella “ scombinata” il mare è sempre più bello, porta sempre qualcosa a riva, che io raccolgo.  A volte sembrano cose che sono appartenute alla mia vita, o che rassomigliano tanto alla mia vita, che io ogni giorno raccolgo. Perché io lo faccio non lo so e non lo capisco, ma sento che devo farlo.

Io qui nella “ scombinata” la mia spiaggia, penso a Dio e più guardo il mare e più penso che il mare sia qualcosa di Dio che ha creato per un motivo che non conosco, ma per questo lo amo di più il mare: è l’unica cosa sincera che abbiamo su questa terra, è vita è morte, allo stesso tempo è una donna bellissima da amare sempre!