L’inquietudine che di notte scava nell’anima

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L’inquietudine che di notte scava nell’anima

 

 

Di Vincenzo Calafiore

25 Settembre 2022 Udine

 

“…è facile nel giorno

soffocato dai ritmi della vita

soprassedere o dimenticare…

Ma di notte lei, l’inquietudine

scava nell’animo e tutto cambia

non sei più lo stesso….”

Vincenzo Calafiore

Quello che fino a ieri credevamo fosse

“ per sempre “, quello che ci è apparso ai nostri occhi oggi è un impallidito ricordo e,  una nuova vita che non ci aspettavamo è già qui, in atto.

Questo che si sta verificando è il racconto più lungo, centrale degli otto già finiti, il gregge umano ormai è quasi tutto dentro i recinti, pur potendo vivere autonomamente ( fino a un certo limite ) le “ pecore “ sono legate dai luoghi, dagli usi e costumi, anche se differenti. Le accomuna lo stesso sentire scavare sotto terra,è come se temessero di sentirsi mancare la propria terra, sotto i piedi.

E’ un racconto “ quello nostro “  di appuntamenti mancati con la storia, con il proprio orizzonte, con il futuro, di tanti personaggi incapaci di rappresentarsi nella dignità e nell’orgoglio di essere e di appartenere a un paese o nazione che sia, personaggi senza quel forte senso di responsabilità e di rispetto del popolo che continua nonostante tutto a credere e obbedire a quel forte senso di “ Democrazia “.

Un popolo che pur sapendo di essere nelle mani di inetti continua a sperare in un futuro migliore.

Non v’è al mondo un popolo più democratico di quello italiano, che da sempre tartassato, e tradito, non ha mai preso autorevoli e tristi posizioni nei confronti di una classe politica, ingorda, meritrice e beffarda, che male ci rappresenta dentro e fuori casa.

Questa nazione è quindi volutamente ridotta a un’immagine di apparente paradiso, in cui però sì è come estranei alla vita vera e si respira un’aria di strana follia diffusa, ben incanalata nell’ordine quotidiano, questa è l’Italia oggi, come una donna sfruttata e oltraggiata nella sua piena dignità.

E questo si chiama e significa essere: italiani! Un popolo che crede e ama la sua Nazione più di ogni cosa al mondo.

 

Ma in verità c’è una valenza planetaria molto più esistenziale, rapportabile a un mondo che ovunque tende a diventare finto, che ha perso valori e sentimenti su cui costruire : un domani !

Questa umanità multirazziale oppressa dalle competitività imperanti, accrescono in essa sempre più il senso di inadeguatezza dell’uomo moderno; così il non raggiungimento dei risultati, il non sentirsi all’altezza degli obiettivi aumentano i sensi di colpa e il misconoscimento della propria identità.

E quando non sai chi sei perché non ottieni risultati, ecco il ricorso alla violenza o in alternativa alla guerra.

Il problema forse è che ormai gli uomini non sono più i soggetti della storia ma dei funzionari di apparato e devono funzionare esattamente come le macchine, quindi sono visti solamente per la loro efficienza e funzionalità.

La filosofia e la letteratura che ruolo potrebbero avere nel dare una risposta o almeno un messaggio alternativo?

Se è vero che Seneca sosteneva che la filosofia deve spingere a fare e non solo dire, è anche vero, purtroppo ( Seneca forse lo sapeva bene ), che : letteratura e filosofia sono la volontà di potenza debole rispetto all’economia e alla volontà di potenza forte, per cui la filosofia soprattutto può descrivere che l’umanesimo è finito, che si è ridotto l’uomo a strumento per cui le merci e gli interessi godono di una libertà di circolazione molto più significativa!

 

“La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli “ questo forse è da ricordare,tenerlo presente per potersi definire umano!