Enrico Letta esce azzoppato dalla brusca decisione di Carlo Calenda

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Una soap opera in salsa centrosinistra con continui colpi di scena. In una calda domenica d’agosto Carlo Calenda scarica Enrico Letta. Il leader di Azione ci ripensa e sceglie di corre in solitaria. Per lui e la base stare in società con Bonelli, Di Maio e Fratoianni è davvero “indigesto”. Le pressioni degli ex forzisti Enrico Costa, Osvaldo Napoli, Cangini, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna hanno prevalso. Calenda rimane “ammaliato” dalle sirene del terzo polo.

La conferenza stampa nella sede del Pd con Letta, Fratoianni e Bonelli, ha fatto “crollare” l’accordo sottoscritto martedì 2 agosto. “Questo non è più un accordo Letta-Calenda, ma un’Armata Brancaleone”, ha confessato a persone a lui vicine. Emma Bonino ed Enrico Letta hanno provato a convincerlo fino all’ultimo istante. Invece attorno alle 13 Carlo Calenda ha chiamato Dario Franceschini e gli ha detto che se ne va. “Con reciproco dispiacere, perché è una decisione tra le più sofferte” ha detto a Mezz’ora, la trasmissione di Lucia Annunziata. Calenda è apparso “provato”. “Sono stato ingenuo” ha affermato. “Ero convinto che il Pd facesse la sua Bad Godesberg invece che una grande ammucchiata”.

Enrico Letta esce azzoppato. Si va verso quattro poli: il centrodestra destra di Giorgia Meloni; il Pd + Bonelli, Fratoianni, Speranza e Di Maio e forse +Europa della Bonino; i centristi di Calenda-Renzi (insieme o separati, in ogni caso Calenda non dovrà raccogliere le firme); i grillini. Aprite il portone di Palazzo Chigi. Giorgia Meloni sta arrivando. I sinistri dormiranno male ma questa è la realtà!