Aversi

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Aversi

 

Di Vincenzo Calafiore

25 Marzo 2022 Udine

“ … se in qualche maniera

Tu potessi sapere quanto

importante sia il tuo “ essere”

ora adesso in questo tempo

sbandato, getteresti via da dosso

muri e pesi, scegliendo di

viverlo così com’è : una

primavera! “

Vincenzo Calafiore

 

 

Potersi incontrare, rivedersi, non importa dopo quanto tempo e raccontare la nostra fiaba così com’è, tu non sai quanto bello sarebbe; eppure così come siamo e da esperti muratori, continuiamo a innalzare muri con dei ciottoli di mare, che nel tempo diventano macigni che inevitabilmente finiranno per schiacciarci o proiettare la loro minacciosa ombra che vieta al sole di scaldare.

La vita sai, è una fiaba e la stai scrivendo tu, con le tue mani, e non importano gli errori di ortografia, ne grammaticali e tempi di verbi sbagliati …. Scrivila senza timori, senza la paura di essere giudicata, perché mai nessuno lo potrà fare poiché la sua fiaba avrà gli stessi tuoi identici errori.

Se non la scrivi e la racconti tu non avresti diritto di esistere, non si può esistere senza gli errori, non si può “ essere “ senza quella bellissima fiaba.

Incontrarsi dopo essersi cercati,

incontrarsi per caso su quelle lunghe strade di pochi incroci e di poche svolte, soffermarsi anche per chiedersi: come stai? O per scambiarsi un semplice ciao.

E lo sai!

Lo sai di essere parte di un immane polmone che respira, di un cuore che batte e permette di vivere, di amare, soffrire, piangere, sorridere.. perché la vita è fatta di questo non di tempo sprecato inutilmente in una folle corsa, non è di silenzi, di distanze, di odio, di rancore, la vita è una leggera musica da imparare a memoria ogni giorno, ogni istante del giorno, mai di giorni sommati uno sull’altro, sedimentati in un nulla di apparente felicità, questa credimi è un’altra cosa: non è esistenza!

Pensa a quanto fosse bello uscire dalle quinte, scioglierci dai fili che ci legano al burattinaio.

Pensa quanto sarebbe bello vivere più da umano con tutto quel sapere e sentire colmo di errori, con tutto quello che appartiene solamente al cuore, piuttosto che vivere da marionetta, appartenente a Mangiafuoco, il burattinaio per eccellenza.

Aversi!

Aversi, solo a pronunciarlo metti i brividi, è un semplice verbo … avere! Verbo irregolare, transitivo … aversi come transito di emozioni e di amore, ma è anche appartenenza, appartenersi.

E’ dunque appartenersi per quel che dentro ci si porta, per quel sentirsi no cifra ma anima; aversi con coraggio, con quel senso di tolleranza, con quella piacevole sensazione di essere: ritorno e mai distacco, separazione.

Tu lo sai, lo avverti in te, lo senti come transito leggero il mio esistere, il mio essere più mare che palo conficcato a terra; e sai che, non so come, le anime si scelgono e si appartengono per sempre. Non è una questione di sessualità o di volgare sesso  senza anima, senza sentito dentro, è una questione ben più profonda è questione di cuore e anima i due binari su cui corre la vita.

Fossi tu qui adesso ti chiederei di coniugarlo questo verbo antico, ti chiederei di amarmi con la leggerezza dell’anima; se non fosse per quel “ fossi “ quasi quasi ci crederei tanto da poterti intravedere in qualsiasi angolo, in qualsiasi riquadro come un bellissimo poster, guardato da seduto con le mani in mano davanti a una scrivania; sogno di fuggire via e andare lontano; l’orologio alla parete segna le due del mattino, spengo la luce e mi pare d’essere perso sui binari d’una stazione in capo al mondo.