Discoteche pronte a ripartire domani anche in Trentino

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Discoteche pronte a ripartire domani: il settore dell’intrattenimento è pronto a riaccendere la musica. Non servirà attendere l’emanazione di un nuovo provvedimento per la riapertura, poiché questa sarà una conseguenza naturale della sua scadenza, fissata per oggi 10 febbraio. «Siamo pronti a ripartire ma le difficoltà ci sono, e sono tante» afferma la Presidente del Silb (sindacato italiano locali da ballo) del Trentino Martina Marosi.

La doccia gelata per discoteche e sale da ballo era arrivata proprio in occasione delle festività Natalizie, che poteva rappresentare una “boccata d’ossigeno” per l’intero comparto, costretto alla chiusura per quasi due anni a causa della pandemia. Ulteriori due mesi di serrata che sono pesati come un macigno per le imprese e per i lavoratori già duramente provati. 

«Siamo contenti di riappropriarci nuovamente del nostro lavoro; abbiamo voglia di riprendere da dove siamo stati interrotti. Le nostre imprese sono luoghi sicuri di divertimento e l’unico antidoto alla malamovida. I ragazzi, nonostante la chiusura di discoteche e sale di ballo, si sono comunque ritrovati a trascorrere le notti in strade e piazze, perché non avevano alternative. Vogliamo ridare ai giovani l’opportunità di ritrovare quella socialità che in questi ultimi anni è mancata» chiosa Martina Marosi.

Confcommercio ha stimato in circa 200 milioni il costo di questa chiusura invernale a livello nazionale. Un dato allarmante che corrisponde al 25% del fatturato annuo. La presidente Silb esprime un suo pensiero anche sulle azioni che il Governo dovrà mettere in campo nei prossimi mesi a favore del settore.

«Ad oggi – spiega Marosi – non sono più sufficienti sostegni congrui e immediati per garantire a questo settore un futuro. Occorre una visione a lungo termine che rivaluti il turismo organizzato come traghettatore della ripresa. Per farlo è necessario mettere mano anche ad alcune regole vetuste non più in linea con i tempi e con quanto avviene nel contesto europeo. Mi riferisco in particolar modo all’attuale normativa che disciplina le capienze dei locali (decreto ministeriale 19 agosto 1996) che prevede dei coefficienti di affollamento più bassi di quelli previsti a livello europeo. Questo si traduce in una perdita di competitività».

Sul tema è intervenuta anche la Presidente dei Pubblici esercizi Fabia Roman, la quale ha condiviso la forte preoccupazione del comparto: «L’unico settore fermo del tutto per il Covid è stato sempre e solo l’intrattenimento dei locali da ballo e simili. Cosa che ha finito con il far proliferare gli abusi in altri luoghi meno tutelati. La ripresa di questo comparto non sarà facile. Il turismo organizzato non lavora da due anni, come le discoteche di cui si stima che in mille spariranno dal territorio nazionale. La mancata estensione della Cassa Covid, inoltre, rappresenta sotto questo profilo, un grosso problema per le  imprese turistiche che si vedono costrette a licenziare il personale. Per non parlare della mancata proroga delle moratorie che espone un sacco di aziende all’insolvenza. A questo si aggiunge il costo della burocrazia sanitaria che ha fatto perdere la voglia di socialità».

«Tutto questo – conclude la presidente Roman – non lo possiamo tollerare: lo Stato deve porre più attenzione a questo comparto. La filiera turistica va salvaguardata poiché anch’essa creatrice di plusvalore e profitto».

Secondo le disposizioni le discoteche potranno ospitare fino al 50% della capienza negli spazi al chiuso e fino al 75% in quelli all’aperto. All’ingresso sarà obbligatorio il controllo della certificazione verde rafforzata, c.d. supergreen pass, e all’interno dei locali dovrà essere rispettato l’utilizzo della mascherina negli spazi comuni, ad eccezione della pista da ballo: queste le prescrizioni imposte dal Governo per la ripartenza. Il comparto però guarda avanti: il 50% della capienza non è compatibile con la sopravvivenza delle imprese e pertanto si è già al lavoro per arrivare in breve tempo al 100%.