INPS, visita revisione invalidità civile

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Recentemente ho avuto una brutta esperienza, l’ennesima, riguardante il mio rapporto con la burocrazia medica. Stavolta è toccata L’INPS.

Avendo una figlia disabile al 100% a causa di una malattia genetica, sin dalla sua nascita, mi ritrovo a dover combattere con la “famigerata” burocrazia che colpisce noi genitori di bambini disabili. Colpisce quasi più forte della stessa patologia con cui guerreggiamo giorno e notte, spesso riesce a colpire anche più forte.

Veniamo al punto.

Avendo a disposizione una fantastica e molto operativa associazione di riferimento, quasi un anno fa, sono venuto a conoscenza della possibilità di ottenere l’esenzione per mia figlia al presentarsi alle periodiche visite di revisione per continuare a godere dei vantaggi della legge 104.

Questo perché la malattia di mia figlia, l’atrofia muscolare spinale, rientra tra le patologie esenti da quanto sopra in base al D.M. del 02/08/2007. Ovvero malattia dove non sono previsti miglioramenti sensibili.

Quindi decido di inviare una PEC alla sede INPS di riferimento per il mio territorio. Questo avveniva a marzo del 2021.

Incredibilmente (sono ironico) dopo un paio di mesi niente, nonostante fosse stata registrata correttamente dal sistema PEC.

Al telefono, tramite centralino, praticamente è impossibile comunicare con i giusti referenti, quindi mi metto sul web a cercare dei riferimenti per poter interloquire ed argomentare con il giusto interlocutore.

Riesco a trovare una mail relativa all’ufficio medico-legale, quindi invio subito una mail chiedendo un contatto e spiegando i motivi che mi spingono a farlo.

Incredibilmente non risponde nessuno……ne mando una seconda, idem.

Riesco anche a sapere, tramite un’amica di mia moglie che lavora all’INPS, che la mail era arrivata a destinazione e che mi avrebbero richiamato sicuramente. Era luglio.

Coronavirus

Arroganza degli uffici INPS

Tralascio gli ulteriori tentativi di contatto e arrivo direttamente a fine novembre 2021.

Mi arriva una telefonata da una signora che si presenta con nome e cognome, dicendo di essere un’infermiera e che stava chiamando dall’ufficio medico legale dell’INPS della mia città. Aggiungendo che doveva fissare un appuntamento per mia figlia in merito al rinnovo della certificazione inerente alla legge 104, la scadenza era gennaio 2022.

Le chiedo se aveva traccia di tutti i miei tentativi di contatto e le espongo le motivazioni per cui mia figlia sarebbe, anzi è, esente dalla visita per cui ha chiamato.

Mi viene detto che è “difficilissimo” ottenere l’esenzione e che non mi sarebbe “convenuto” fare causa o andare contro l’INPS. A questo punto, discretamente alterato, ho fatto presente alla gentile infermiera che non solo sarei passato ad azione legale ma avrei anche fatto in modo di coinvolgere l’opinione pubblica riguardo a questo atteggiamento a dir poco vergognoso, sia da parte dell’interlocutrice che da parte dell’ente.

A questo punto mi viene chiesto di inviare la documentazione relativa alla disabilità di mia figlia, in modo da poterla passare alla commissione medica. (Ma perché, finora per quale motivo sto godendo della 104?)

Così ho fatto e dopo sole, si fa per dire, due settimane, mi è stato confermato l’ottenimento dell’esenzione dalle visite di rinnovo.

Sarebbe facile sintetizzare questa vicenda nella classica frase “la burocrazia in Italia è il problema più grande” ma, sinceramente, dopo anni in cui mi confronto con i più svariati uffici, non credo sia così.

Il problema più grande sono le persone sbagliate nei posti giusti.

Quando ho incontrato i problemi più grandi, dal punto di vista burocratico, sono state le persone preposte negli uffici di riferimento, che mi hanno risolto questi problemi con semplicità e velocità.

Questo perché potevano farlo e volevano farlo, avevano la volontà di risolvermi il problema.

Abbiamo la necessità di avere le persone giuste nel posto giusto. Punto.

Io ho ottenuto questo (mio diritto) perché sapevo di poterlo fare e come farlo, ma esistono un numero enorme di genitori che non lo sanno, non sono preparati, non hanno la forza. E quindi sono costretti a subire.

Subire un’altra spinta a quel muro psicologico che tutti i giorni si incrina un po’ di più, sempre di può, ma non può cadere. Non possono permetterselo quei genitori, perché se cadono loro cadono i loro figli.

So di genitori costretti a portare i loro figli, allettati, tracheotomizzati e con PEG alle visite di rinnovo, mostrandoli di fronte a medici che neanche conoscono la patologia, i quali si scusano quasi per la situazione a cui sono sati costretti i genitori ed i figli.

Ma lo sapete cosa vuol dire spostare un bambino in quella situazione? No, non lo sapete.

Una richiesta mi sento di fare a tutti i dirigenti pubblici. State ben attenti alle persone che vengono incaricate di gestire determinati uffici. Parlateci, spiegate loro come e perché devono avere il massimo dell’attenzione ed il giusto approccio. Perché devono essere di aiuto.

Basterebbe questo, credo.