Un italiano su 40 è certamente positivo al covid: i presidi chiedono lezioni online fino a fine gennaio

I Presidi osservano che "non sapremo, privi di personale, come accogliere e vigilare su bambini e ragazzi e ci troveremo nell'impossibilità di aprire i piccoli plessi e garantire la sicurezza e la vigilanza"

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L’obiettivo di Draghi era salvare la scuola in presenza e le attività economiche. Ma con 1,5 milioni di italiani che in questo momento sono positivi (1 ogni 40) la situazione è insostenibile. La cifra mostruosa di 220 mila nuovi casi nelle ultime 24 ore, evidenzia che qualcosa non va più. Draghi e il Governo dei migliori sono stati travolti dai contagi.

La politica fondata su false certezze e mezze verità non paga. A poche ore dal rientro in classe la situazione è “esplosiva”. Così Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, lancia un grido d’allarme: non si può tornare a scuola in presenza, non in sicurezza. “Servirebbero 2-3 settimane di Dad per mettersi in pari con le vaccinazioni, la garanzia delle mascherine Ffp2 a tutti e fino al primo febbraio una massiccia campagna di testing per verificare se il sistema riesce a praticare i tamponi”. Difficile dare torto a Giannelli. Il Governo dei migliori si è dimostrato forse quello dei meno peggio. Andando avanti di questo passo si va verso milioni di positivi a casa. Il liberi tutti di Natale, la falsa illusione che stare tra vaccinati significa essere immuni, ha creato autostrade al virus.

Giannelli e più di 1.500 presidi (su 8 mila) chiedono una “sospensione delle lezioni in presenza per due settimane”. Meglio prevenire che curare oppure sarà il virus a rendere “inagibili” le scuole. “E’ sicuramente preferibile a una situazione ingestibile che provocherà con certezza frammentazione, interruzione delle lezioni e scarsa efficacia formativa” osservano.

“A pochi giorni dall’inizio delle lezioni dopo la pausa natalizia, durante la quale non ci siamo mai fermati, stiamo assistendo con preoccupazione crescente all’escalation di assenze”. Si parla di “numeri altissimi, mai visti prima” e quindi “non sapremo, privi di personale, come accogliere e vigilare su bambini e ragazzi” e “ci troveremo nell’impossibilità di aprire i piccoli plessi e garantire la sicurezza e la vigilanza”. “A differenza delle precedenti ondate, già prima della sospensione natalizia abbiamo assistito a un’elevata incidenza di contagi all’interno delle classi (alunni e docenti, anche se vaccinati)”, proseguono i dirigenti scolastici che sottolineano che “si tratta di una situazione epocale, mai sperimentata prima, rischiosa e ad oggi già prevedibile. Non è possibile non tenerne conto”.

Per questo, “una programmata e provvisoria sospensione delle lezioni in presenza è sicuramente preferibile a una situazione ingestibile. Lo vogliamo sostenere con forza, decisione e con la consapevolezza di chi è responsabile in prima persona della tutela della salute e della sicurezza di migliaia di persone”.