Alcuni vaccini fatti all’estero vengono riconosciuti ai fini dell’emissione della certificazione verde Covid-19

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Ci sono le novità tanto attese da parte di migliaia di persone che si sono vaccinate all’estero. Il Ministero della Salute infatti in una nota ha comunicato l’equivalenza di vaccini anti SARS-CoV-2/COVID somministrati all’estero. Sono riconosciuti come equivalenti a quelli effettuati nell’ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2 i seguenti vaccini, somministrati dalle autorità sanitarie nazionali competenti estere: quelli per i quali il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è lo stesso dell’Unione europea; Covishield (Serum Institute of India), prodotti su licenza di AstraZeneca; R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza di AstraZeneca; Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza di AstraZeneca.

Secondo quanto previsto nel provvedimento firmato da Giovanni Rezza, tali vaccini sono considerati validi ai fini dell’emissione della certificazione verde Covid-19 a favore dei cittadini italiani (anche residenti all’estero) ai i loro familiari conviventi e ai cittadini stranieri che dimorano in Italia per motivi di lavoro o studio, indipendentemente dal fatto che siano iscritti al Servizio sanitario nazionale o al Sasn (Assistenza sanitaria al personale navigante), nonché tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al Servizio sanitario nazionale che sono stati vaccinati all’estero contro il SARS-CoV-2.