Acqui Terme, il Comune taglia le concessioni per gli impianti sportivi

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Dopo oltre un anno di tremende restrizioni, sacrifici e rinunce, cominciamo a vedere qualche spiraglio di riapertura verosimilmente più durevole dello scorso anno. Una assoluta necessità per tutti noi a livello personale, ma anche per quasi ogni comparto dell’economia massacrato dagli effetti nefasti della pandemia.

Uno di quelli maggiormente colpiti è senza dubbio lo sport, che continua a vedere lo stop forzato di molti aspetti che comportano la presenza di una moltitudine di persone e, di conseguenza, l’occupazione. Eppure qualcosa di importante si sta già muovendo proprio in questa prima parte di primavera, a partire dal Roma Capitale con la più grande Fan zone d’Europa per celebrare i Campionati Europei di calcio 2020.

Ma in molte altre parti del territorio nazionale si stanno muovendo le istituzioni, pubbliche e private, per mettere in campo misure in grado di favorire la fase di rilancio dell’industria sportiva. Un esempio virtuoso viene dal Comune di Acqui Terme, nella provincia piemontese di Alessandria, che ha deliberato di recente un bando per la gestione del complesso sportivo da golf che prevede un canone di concessione davvero irrisorio.

Il cammino amministrativo che ha portato a questa decisione ebbe inizio lo scorso marzo, fino a quando Carlo De Lorenzi, capogruppo di minoranza del Pd in Consiglio comunale ad Acqui, chiese a Palazzo Levi di pronunciarsi su quale sarebbe stato il futuro della grande struttura che risultava completamente inutilizzata dal 2019.

Il Consigliere De Lorenzi si esprimeva in questi termini: “Non pensiamo solo a trovare gestori per le piscine di zona Bagni, proprietà delle Terme. Piuttosto, il Comune guardi anche in casa propria e ne cerchi uno per la piscina del Golf Club, che è sua, come tutto il complesso. Avevamo chiesto che, da maggio, venisse aperto alla città, alle scuole per la didattica, ma non abbiamo più saputo niente. Basta misteri”.

La risposta è arrivata con la pubblicazione dell’invito a presentare manifestazioni di interesse fino al prossimo 10 maggio 2021, con soli 250 euro al mese di “affitto”, il versamento d’una somma forfettaria di 5 mila euro e un anticipo di tre mesi di canoni di concessione; questi ultimi possono comunque essere maggiori, in quanto è prevista una gara al rialzo.

In ballo c’è la gestione di 118 mila metri quadri, in gran parte occupati dal campo a nove buche di uno degli sport che più si sta imponendo negli ultimi anni: il golf, attività all’aria aperta che ben si adatta ad ogni età, e richiede solo un paio di scarpe da golf per avere una buona presa sul terreno, un set di mazze per andare in buca su ogni tipo di green e guanti per avere il grip perfetto.

A questo si aggiunge il bar, il ristorante e la piscina che, pur piccola, potrebbe essere  l’alternativa per eccellenza per l’estate acquese se le Terme decidessero, o non potessero per motivi contingenti, di non aprire le vasche di zona Bagni, come l’anno scorso.