Il calcio pensa a ripartire: campionati a maggio, europeo a novembre

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Si prospetta un Europeo modello Mondiale 2022 in Qatar. Per fronteggiare l’emergenza coronavirus il mondo del calcio si organizza. Il presidente Uefa Aleksander Ceferin consulterà in video conferenza le 55 federazioni nazionali. La Figc sarà collegata con il presidente Gabriele Gravina e il segretario generale Marco Brunelli, più l’Eca in rappresentanza dei club, l’European Leagues portavoce delle varie leghe e la FifPro per i calciatori. Al centro del dibattito Euro 2020, fissato dal 12 giugno al 12 luglio. Sarà rinvio, allo studio le nuove date. L’idea è ricollocarlo non più a giugno 2021, ma dal 23 novembre al 23 dicembre 2020. Sarà così una prova generale del Mondiale 2022 in Qatar, in calendario tra novembre e dicembre per combattere il troppo caldo. La speranza è ripartire con i campionati il 2 maggio e portarli a termine, insieme a Champions e Europa League, entro il 30 giugno. C’è la possibilità di sforare sino a inizio luglio, eventualità fattibile però complicata. Infatti servirebbero deroghe dello Stato e dell’Unione Europea per i contratti dei calciatori in scadenza al 30 giugno. Sul piatto ci sono 300 milioni per spese organizzative già sostenute e per nuove altre da adempiere che andranno in fumo. Ma la Uefa opta per il male minore e quindi ha come obiettivo concludere le stagioni e le coppe. Ripartendo il 2 maggio la serie A ce la potrebbe fare, ma la Coppa Italia resterebbe in sospeso. Se Juventus, Inter e Roma dovessero arrivare in fondo a Champions e Europa League potrebbe esserci un problema di date, ma entro luglio si potrebbe chiudere. L’Uefa necessita di sette turni infrasettimanali per portare a termine le coppe e in teoria ci sarebbero, sventando così l’ipotesi di mini tornei o di turni in gara secca. Se il calendario dovesse essere così riformulato salterebbe a data da destinarsi (2023) il Mondiale per Club della Fifa, in programma a giugno 2021. Le società però prediligono le coppe e senza le squadre europee il torneo voluto da Gianni Infantino, presidente della Federcalcio mondiale, non varrebbe nulla. Piazzare Euro 2020 a metà della prossima stagione impatterà in modo inevitabile sul calendario della serie A. L’ipotesi non è anticipare ad agosto la partenza, non si può terminare a luglio e riprendere dopo venti giorni, bensì posticipare l’inizio a settembre, fermarsi per l’Europeo a novembre, e chiudere a giugno.