Lettera da un parallelo

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“La verità è che già ci amavamo, ci siamo appartenuti e ci apparteniamo ancora da due mondi diversi e paralleli! C’è che non ci siamo mai dimenticati, ci siamo promessi di ritrovarci un giorno e ci siamo ritrovati, ci siamo presentati con le stesse speranze di poterci ancora amare! Ti ho cercata dappertutto, sono diventato matto agli incroci, agli angoli di ogni strada, sono impazzito di te, della tua assenza, ti ho vissuta ogni notte nei miei sogni, ti ho spogliata, ti ho amata ogni notte. Ci siamo ritrovati perché ci lasciammo dentro qualcosa che ci faceva riconoscere, un qualcosa di indelebile,qualcosa che ne la mia follia, ne il tempo potrà mai cancellare.” Vincenzo Calafiore La verità è che già ci amavamo, ci siamo appartenuti e ci apparteniamo ancora da due mondi diversi e paralleli! C’è che non ci siamo mai dimenticati, ci siamo promessi di ritrovarci un giorno e ci siamo ritrovati, ci siamo presentati con le stesse speranze di poterci ancora amare! Ti ho cercata dappertutto, sono diventato matto agli incroci, agli angoli di ogni strada, sono impazzito di te, della tua assenza, ti ho vissuta ogni notte nei miei sogni, ti ho spogliata, ti ho amata ogni notte con quel tuo profumo di vita addosso. Ci siamo ritrovati perché ci lasciammo dentro qualcosa che ci faceva riconoscere, un qualcosa di indelebile, qualcosa che ne la mia follia, ne il tempo potrà mai cancellare. Ti amo, ti ho amata, e non saprei nemmeno immaginare come si possa amare di più, di così. Eri sogno e ti ho strappata a un sogno e ora sei qui. Sei qui in questo parallelo, nel mio parallelo, non ti amo per gioco, non è un gioco, non ti amo per noia o per un capriccio. Ti amo perché il desiderio di te è più forte di qualsiasi altra finta felicità, “ Perché, sei da sempre mia, perché mi appartieni come io ti appartengo. Non siamo tristi, non lo siamo mai stati! Sai perché? Perché la gente vive dentro una parvenza, vive anni e anni di solitudine, noi non siamo mai stati soli, allora questa gente solo lì è felice, in quella parvenza. Mentre il loro tempo è un tempo che passa, speso ad aspettare, a ricordare; noi non ci siamo mai persi … Ricordi? Tu mi dicesti: quando aspetti qualcosa o ricordi qualcosa, non sei né triste né felice. Sembri distaccato dal mondo e invece stai aspettando o ricordando …. Noi né ci aspettiamo, né neghiamo le distanze, continuiamo ad appartenerci, loro si stanno semplicemente abbandonando da essi stessi. Quello che vorrei dirti o farti capire e che è amore quando è narrazione, è come avere nel sangue un qualcosa da cui farsi contagiare, e ammalarsi, con la coscienza che poi non c’è che il nulla. Amarsi o lasciarsi amare è come un destino è tutto già scritto e nulla di esso si può leggere. Io lo sapevo che da qualche parte, nel mondo, l’avrei incontrata la mia donna, che è mia da sempre, da sempre la mia donna. Ogni tanto mi arrabbiai con il destino che si ostinava a farmi attendere ad ogni incrocio dei tempi, ma negli anni imparai a guardare con la serenità di chi sa amare e attendere. Ogni giorno ormai da anni, prendo la penna in mano e scrivo, di una vita da raccontare, a chi se non a te! Penso a quanto sarà bello quel giorno che ti incontrerò nuovamente, e venendoti in contro dirti : ti aspettavo! Tu aprirai le tue braccia come fossero ali e voleremo in cielo, risalendo un tratto di filo blu, come fosse inchiostro, ti riprenderai gli anni, gli attimi che erano miei che prima di conoscerti ti avevo già regalato. O forse, semplicemente, capovolgerai il cielo e sorridendo mi dirai che sono matto, un matto da amare. Perché tutto quello che c’era l’ho visto guardando i tuoi occhi, e sono stato ovunque nei tuoi occhi, coi tuoi occhi, sono stato con te. Amarti è una cosa che non riuscirò mai a spiegare nemmeno a me stesso. Ma è così. E’ un amore che mi porto dentro, è sarà il mio – bello dentro – Ed è un qualcosa da cui non potrò mai scappare. Tutto quello che c’era io l’ho visto guardando te!