Air Italy mette gli aerei a terra: cosa deve fare chi ha comprato un biglietto?

Brutte notizie per i viaggiatori. Air Italy finisce in liquidazione. L’assemblea dei soci ha optato per mettere gli aerei a terra “a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà”. Cosa deve fare chi ha comprato un biglietto? I voli sino al 25 febbraio saranno operati agli orari e nei giorni previsti da altri vettori. Invece i passeggeri che hanno prenotato voli in partenza in date successive al 25 febbraio saranno riprotetti o rimborsati integralmente.

Rimane il nodo occupazione. Che fine faranno i 1.200 dipendenti della compagnia schiacciata da 380 milioni di passivo negli ultimi due anni e arrivata a perdere il 60% dei suoi ricavi, più di Alitalia. Creditori e fornitori dovrebbero essere rimborsati. La pratica della gestione della liquidazione è stata affidata ad Enrico Laghi e Franco Lagro.

Il Ministro dei trasporti Paola De Micheli ha cercato di sventare la serrata. “Non è accettabile la decisione di liquidare un’azienda di tali dimensioni senza informare prima il Governo e senza valutare seriamente eventuali alternative”, ha dichiarato. “Pertanto mi aspetto che Air Italy sospenda la deliberazione fino all’incontro che possiamo già calendarizzare a partire dalle prossime ore”. La notizia è giunta ai 1.200 dipendenti con una lettera del presidente Roberto Spada. “E’ con profondo rammarico che devo informarvi tempestivamente della liquidazione in bonis di Air Italy che prevede il pagamento di tutti i dipendenti e dei creditori – ha scritto nella comunicazione – E’ stata una scelta difficile presa congiuntamente dagli azionisti. Tengo a ringraziare personalmente voi tutti per il vostro apporto e impegno di questi anni”.

Sul tavolo dei soci era arrivata una proposta di ricapitalizzazione suggerita dai consulenti, per rilanciare il business nel 2020. Ma la richiesta di nuove risorse finanziarie è stata bocciata. Air Italy è l’ultimo clone della lunga filiera di compagnie aeree controllate dall’Aga Khan. La prima, la gloriosa Alisarda, è nata a inizio anni ’60 quando il principe ismailita ha inventato dal nulla Porto Cervo e ha lanciato la Costa Smeralda. Dotandola di una piccola compagnia aerea con base su una striscia di terra a Venafiorita, a sud di Olbia, per i collegamenti con il continente. Il periodo migliore per il suo vettore è stato fino a fine anni ’80. Con la Sardegna diventata la meta del jet set mondiale, lo Yacht Club di Porto Cervo che porta Azzurra a sfidare le vele Usa nella Coppa America. Alosarda diventa un vettore nazionale con le radici ben piantate nel nord-est dell’isola.

Poi, poco alla volta, iniziano le difficoltà. Con l’Akfed, la cassaforte del principe, che porta a risolverle con una serie di fusioni per aumentare le dimensioni. Alisarda diventa Meridiana e acquista prima Eurofly e poi Air Italy. Ma gli aerei in flotta sono troppo vecchi e consumano troppo, le operazioni di integrazione non funzionano, la concorrenza di Easyjet e Ryanair frena la redditività. Alla fine nel 2016 arriva la Qatar Airways, gettando un salvagente al gruppo e rilevandone il 49% e mettendo le basi, il management, gli aerei e il know-how per lanciare Air Italia ad inizio 2018. I piani di Akbar Al Baker, numero uno dei qatarini, sono ambiziosi: 50 nuovi aerei, molte più rotte intercontinentali con base a Malpensa per riempire il vuoto lasciato da Alitalia. Ma Air Italy nel 2019 ha perso oltre 200 milioni contro i 30 dell’era Meridiana. L’Aga Khan non può star dietro a voragini di quelle dimensioni. Qatar Airways non può avere più del 49% della società per le norme Ue. Inoltre l’embargo contro Doha e gli attacchi della Casa Bianca contro l’ingresso di Air Italy in forze sul mercato USA hanno raffreddato gli entusiasmi. Per l’ex Alisarda è arrivata l’ora di alzare bandiera bianca e avviare la liquidazione.

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