Il mare

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“ .. sei più dei tuoi occhi, più delle tue mani, delle tue labbra sei mare. Mare di un azzurro più dell’azzurro. In questo mi sento meravigliosamente solitaria vela, perduto in una bolina che a te mi riporterà sempre da ogni mio mare …. “ ( Vincenzo Calafiore ) Hai mai guardato il mare? E’ senza strade, ne semafori, incroci, il mare non richiede spiegazioni, è il mare! Così dovrebbe essere la vita. Che io sia di poche parole, me lo si legge in faccia, ma se guardi bene nei miei occhi vi ci troverai il mare e quello come me per parlare non usa le parole, ma gli occhi! Quindi, guardami, guardami negli occhi. Se stai leggendo per caso queste righe, ti voglio dire che se non sei capace di amare, di lasciar perdere, altrimenti rimani. A te dico di non arrenderti. Non lasciarti sopraffare dalle insicurezze, da dubbi, che altri ti hanno messo in testa come fosse una corona. Sii forte, più forte di quel che sei, perché c’è tanta bellezza in te anche se tu la sai nascondere bene. Tu “ Donna “ non lasciarti andare, non mollare mai, urla più forte per farti sentire, ma non mollare mai. Lo sai bene, qui, in questo sistema, tutto è difficile, niente è facile per te, ma tu non mollare! Sei bella così, con le tue assenze, con i tuoi sguardi persi nel vuoto, con le tue poche parole, con la tua tristezza e la tua sfiducia. Non è semplice ne facile essere donna, lo sai! Non è semplice vedere il mondo con gli occhi tuoi e con quella tua testa che sa spaziare nell’universo. Sei importante per me come uomo ma di più per l’esistenza del mondo, ecco è questo che penso di te “ Donna” . Ti abbraccio forte, qualsiasi cosa tu stia facendo ovunque tu sia sai che sono qui a difenderti con l’unica arma che ho a disposizione: parlare di te, raccontarti a quel mondo che non ti vuole, non ti ama, quello che calpesta la tua dignità, la dignità della persona. Vivo da – Coatto – e da coatto mi muovo, evitando il più possibile il mondo che mi sta attorno; portando con me sempre la speranza che Dio per un nano secondo si dimentichi che io sono una marionetta che tenta di sfuggire al terribile Mangiafuoco, e magari potrebbe regalarmi uno scampolo di vita. A colloquio con lui forse per timore non gli confesserei tutto quello che penso, ma intimamente continuerò a pensare tutto quello che dico, direi, dirò. Ma sopra ogni cosa, c’è la dignità della persona, non sappiamo cosa sia, ma pretendiamo di saperlo, tentiamo pure di darle una definizione. Io penso che la dignità abbia a che fare con la bellezza dell’anima, come la bellezza che appare a noi e pure non sappiamo cosa sia, la riconosciamo, la desideriamo, la vogliamo, l’amiamo… insomma la riconosciamo o crediamo di riconoscerla ancor prima di averla conosciuta… come diceva Platone. Direi che forse nessuna cosa come la dignità meglio ci definisce per quello che realmente siamo, nella nostra umanità, nel nostro essere “ umani “. Dovremmo essere forse più “ umani di umanità “ che “ umani razionali “ come diceva Aristotele “ L’uomo è un animale razionale “ e questo a renderci diverso dagli animali, da tutte le creature del Creato. Ma ricorderei soprattutto Kant, per il quale il nostro tratto essenziale è la moralità. Per finire dunque la dignità, questo mistero, questo tratto estremo dell’umano, che non sappiamo che cosa sia, ma che riconosciamo minimante in colui che non è più persona, non è una cosa, ma – è – come – è – è la Donna o almeno dovrebbe esserlo … i latini dicevano: sunt aliquid manes ovvero: ciò che resta di noi non è nulla, è qualcosa: una traccia, un’impronta! Voi dovreste scusarmi, scusarmi per quello che sono: uno scrittore. Per quello che non sarò mai: uno che calpesti la dignità altrui. Scusatemi per il mio carattere, per le poche risposte, per i miei silenzi. Non voglio più che si perdano gli abbracci, l’amore sciupato dal tempo, la prigione che mi fa coatto. Io non perdonerò mai coloro che si sono vestiti di umanità e mi hanno fatto credere di esserlo Non perdonerò mai le ingiurie gratuite, al corpo e all’anima. Non vi perdonerò di aver rovinato per sempre un’anima pura. Di avergli tolto la sua capacità di amare. E anche di essere amata. Non vi perdonerò di avergli negato il vostro amore. Non vi perdonerò di averlo fatto soffrire, ogni giorno. Non vi perdonerò niente. Non vi perdonerò perché voi non lo meritate, perché voi non siete speranza. Ma vi ricordo che io come i tanti non sono da buttare, ma neanche un vuoto a perdere Sono da buttare. Un vuoto a perdere. Non sono ne zero, ne niente … io sono, ego sum ! E me lo ripeto ogni giorno, da solo. Perché non me lo dice più nessuno e io ho bisogno di aggrapparmi a qualcosa, qualsiasi cosa per riuscire ad andare avanti così. Per questo non vi perdono e mai vi perdonerò. Un giorno lontano capirete, e sarete soli, come me che già lo sono! Ci vorrebbe il mare ora, adesso.. ma il mare è anche tanta, troppa lontananza, il mare è un mare di lontananza” Grazie per aver letto queste righe, se mai lo hai fatto “ Cala la notte, silenziosa e meschina, chiudo gli occhi sperando di incontrare Dio, d’un tratto nella mia mente appari tu: Maree!