Attacco iraniano alle basi americane: almeno 80 morti e 200 feriti

La guerra è iniziata. L’Iran infatti ha sferrato un attacco contro le basi in Iraq che ospitano truppe statunitensi. Sono almeno 35 i missili che hanno colpito la struttura di Ain Al Asad, che è andata distrutta. La Guardia Rivoluzionaria ha annunciato l’operazione “Soleimani Martire”, lanciata per vendicare l’uccisione del generale iraniano.

L’Iran ha attaccato anche la base a Erbil. I militari italiani si sono rifugiati in bunker. Colpiti diversi obiettivi: almeno 80 morti e 200 feriti. Secondo la Guardia Rivoluzionaria almeno 15 missili hanno colpito basi statunitensi, e nessuno è stato intercettato dall’esercito americano. “Circa 104 obiettivi degli Stati Uniti e dei suoi alleati locali sono sotto osservazione da parte dell’Iran, e se commetteranno un errore, siamo pronti ad attaccarli” hanno minacciato i Pasdaran dalla tv di Stato.  “La nostra feroce vendetta è iniziata”, ha aggiunto la Guardia Rivoluzionaria. Un video mostra un’autentica pioggia di missili lanciati nella notte. La Repubblica islamica ha infatti dato vita a un due round di raid contro le basi americane. Esplosioni sono state registrate anche nella capitale Baghdad.

La risposta americana

I caccia militari iraniani si sono mossi sorpassando il confine aereo con l’Iraq per contrastare ogni possibile attacco da parte delle forze aeree statunitensi. Lo riferiscono i media iraniani, segnalando un’intensa attività aerea nei cieli di Baghdad. Non si è fatta attendere la reazione americana. Caccia militari statunitensi partiti da una base Usa negli Emirati Arabi hanno sorvolato i cieli della Siria nell’area di Deir Ezzor, nell’est del Paese. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.

“Nel rispetto del diritto internazionale e nell’esercizio del suo diritto all’autodifesa, l’Iran prenderà tutte le misure necessarie e proporzionate contro ogni minaccia o uso della forza. Ciò è conforme al diritto ai sensi dell’articolo 51 della Carta Onu, e l’Iran non esiterà ad esercitarlo quando richiesto”. Lo ha scritto l’ambasciatore di Teheran all’Onu, Majid Takht-Ravanchi, in una lettera al segretario generale Guterres.

Gli Usa impongono restrizioni nei cieli del Golfo Sempre Bloomberg, citando la Federal Administration Aviation, ha aggiunto che le autorità americane hanno imposto “restrizioni d’emergenza” nello spazio aereo sul Golfo Persico. Tali restrizioni puntano ad evitare errori di valutazione e di calcolo, ma anche di identificazione. Le autorità hanno deciso di imporre restrizioni per i voli commerciali nello spazio aereo su Iraq, Iran e Golfo alle compagnie aeree americane.

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