Calabria, elezioni regionali della discordia e dell’abbandono. Centrodestra e Centrosinistra con due candidati per coalizione e federazione di Cosenza e Crotone commissariate

Non accade spesso che un Partito o Movimento confermi la volontà di non condividere una candidatura con il trascorrere dei mesi e fino a qualche giorno dalla scadenza (28 dicembre 2019 ore 12,00) per la presentazione del candidato presidente e delle liste. Gerardo Mario Oliveri (Presidente regionale uscente) e Mario Occhiuto (sindaco di Cosenza) non saranno candidati né per il centrodestra, né per il Pd. Così era stato deciso mesi addietro dalla Lega e dal Pd e così è stato confermato in questi giorni.
Il Partito di Zingaretti ha optato per Pippo Callipo, il centrodestra non ha ancora ufficializzato la candidatura di Jole Santelli. Matteo Salvini ha dichiarato che il candidato del centrodestra sarà ufficializzato sabato prossimo, ma non sarà Occhiuto. Quest’ultimo continua a dire che si candiderà ugualmente. Nel Pd a proposito del candidato già si può annunciare, al netto di un miracolo negli ultimi giorni, un’altra scissione targata Calabria. Il commissariamento delle federazioni di Cosenza e Crotone e l’ufficialità della candidatura di Callipo, contro il parere dei rispettivi segretari provinciali del Pd, Luigi Guglielmelli (Cosenza), Gino Murgi (Crotone) ha indotto questi ultimi a indire una conferenza stampa a Crotone per illustrare il loro disappunto nei confronti del Pd regionale e nazionale. Durante la conferenza erano sostenuti anche dal presidente del Pd provincia di Crotone Mario Galea, da ex consiglieri comunali e sindaci del territorio, e da altre persone che occupano ruoli istituzionali. Dalle loro dichiarazioni confermiamo quello che abbiamo detto in precedenza: soltanto un miracolo può evitare la scissione. Mario Oliverio e il suo seguito non riconoscono la candidatura di Callipo presidente e non ritirano quella del presidente uscente. Le conseguenze di tale decisionismo si sono fatte sentire. Già nella giornata di ieri (10-12-2019) qualche ora prima della conferenza è stata cambiata la serratura alla sede provinciale del Pd. In seguito a questa decisione è stato necessario spostare la conferenza in altro luogo. Una vicenda che di sicuro inciderà in maniera negativa sul Pd calabrese.
Al momento la Provincia di Crotone ha una Federazione commissariata ed un partito spaccato, quello che è rimasto nella provincia di Crotone e nella Calabria. Nella Città di Pitagora l’argomento candidature a presidente interessa soltanto gli addetti ai lavori e non a tutti. Quelli che sanno di rimanere fuori dai giochi delle poltrone si tengono alla larga dal dare un giudizio. Gli unici veri disinteressati al toto candidati sono i cittadini.
La provincia di Crotone è ultima in tutto nonostante i continui cambi di maggioranza che si alternano alla guida della Regione. I calabresi, ancora di più i crotonesi, si sentono cittadini di seconda categoria rispetto al resto degli italiani. Sono all’attenzione nazionale per le continue proteste che devono fare per evitare che gli sia tolto quel po’ che hanno e non sempre ci riescono.
Il toto candidato presidente non li affascina, come non li affascina la sede del Pd sbarrata o la mancanza di una sede di FI. E non si sentono nemmeno affascinati da chi potrebbe vincere le prossime elezioni in Calabria. Troppe consiliature stanno trascorrendo senza che un problema venga risolto. Sanità, trasporti, sicurezza, ambiente, disoccupazione, viabilità, erosione della costa, sono soltanto nell’agenda dei vari politici in campagna elettorale. Il giorno dopo le elezioni, l’unica preoccupazione degli eletti è rivendicare un posto nelle Istituzioni.

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