Io e il mare

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“…. Il mare è come l’amore quando è calmo ti ci perdi nei suoi occhi a guardalo bene vedi tutte le sue sfumature dai blu ai viola; ad ascoltarlo ti ci perdi nella sua poesia. E rimani lì seduto sulla sabbia o su uno scoglio ad ascoltarlo, all’improvviso lo vedi cangiare s’infuoca e pare che un pittore sulla sua tavolozza si sia divertito a mescolare i rossi e gli amaranti tutto cambia, c’è più serenità è sera! Vincenzo Calafiore Succede sempre così a sera, quando l’aria comincia a svuotarsi dai rumori, dalla presenza dell’uomo; il pensiero è già volato via da tempo e fatica a ritornare, penso all’amore e penso al mare è così forte che immancabilmente mi riporta a un tempo in cui ero felice seduto su uno scoglio o sulla riva coi piedi sprofondati nella sabbia ancora calda. Lì in attesa di qualcosa, ma nel frattempo si manifesta in tutta la sua bellezza il miracolo del tramonto in uno scenario cangiante, mutevole e dolce, il mare è la metafora dell’amore, quell’amore che ti porta via e non ti fa più tornare. Il mare è lì davanti ai tuoi occhi, lo vedi cangiare colori, ti affascina e ti rapisce, non ti restituisce alla realtà che appena fuori dal confine pulsa di rumori e di lontani echi d’umanità. Stai lì è non pensi che il mare potrebbe arrabbiarsi da un momento all’altro, potrebbe risalire la riva, o sormontare lo scoglio su cui sei seduto e portarti laggiù oltre quel confine che lo separa dall’infinito, come l’amore ti porta via con l’inganno o potrebbe lasciarti lì immobile e pietrificato dalla paura mentre ti colpisce ondata dopo ondata con tutta la sua violenza, potrebbe trascinarti giù e su mentre sale la paura di non farcela, di non resistergli. L’amore è come il mare. Lo subisci e stai male, hai voglia di rimanere solo, smettere di pensare; allo stesso tempo ti rendi conto che il mare solamente è capace di guarire le tue ferite, lenire il dolore, lui solo è capace di farti guarire. Il mare è uragano o tempesta, come la persona che ami. Sa essere poesia come la persona che si ama! Avevi, una maglietta in tinta rosa antica a mezzemaniche, e un paio di pantaloncini corti, indossavi gli occhiali da sole e venivi verso me col tuo passo sicuro; avevi nelle mani un libro e sorridevi. Ci cercavamo da tempo, ci volevamo da sempre, anche quando le nostre strade si erano allontanate tanto da non ritrovarci. Da quell’abbraccio, ricordi? Dopo una giornata trascorsa al mare, restammo in pochi ad assistere al tramonto, eri seduta accanto a me… all’inizio il sole si pose dinanzi ai nostri occhi, una luce calda,che sapeva di serenità, li oscurò per un po’ e tu posasti la tua testa sulla mia spalla, potei sentire il loro profumo. Avrei voluto accarezzarli e invece sono rimasto con le mani sulle ginocchia; fu lì che cominciai ad amarti in silenzio, pian piano mentre il sole dopo aver incendiato il mare, si lasciò morire tra le sue braccia, come me che desideravo tanto morire tra le tue braccia. Qualcuno della comitiva vicino a noi mise il disco – Sapore di Sale – e quella canzone l’abbiamo ballata stretti in un abbraccio che non ho mai più dimenticato, non so te.. ma ballammo tutti assieme fino a notte inoltrata. Sei andata via lasciandomi addosso il sapore dei tuoi baci, la stretta del tuo abbraccio! Ai miei occhi rimase affissa la tua immagine per tutto il tempo che sei sparita nel nulla, per riapparire la notte di ferragosto alla “Chianalea”… loro non ci credevano ma eri tu, in carne e ossa, e si risvegliarono tutti i desideri e i sogni che s’erano messi in parte al cuore …….! C’è sempre il mare nella nostra vita, anche se fa paura, anche se poi viene a prenderti per mano a darti felicità; c’è il profumo … il suo… è profumo di vita. La vita che non cambia ma che ci cambia, il fuoco che non brucia e incenerisce, questo è l’amore che una volta che è in te ti consumerà piano piano fino alla fine, quando ti rendi conto del tempo che è passato: c’è poca vita e c’è tanto amore, tanta voglia di lei!