Spreco alimentare in Italia e nel mondo: come possiamo risolverlo?

Ogni anno, gli italiani gettano nel bidone dell’immondizia 36 chili di alimenti, ancora buonissimi. E lo spreco di cibo è di gran lunga superiore a quello di energia e acqua, secondo il Rapporto Waste Watcher del 2019.

Tutto il cibo che acquistiamo e che non consumiamo, le eccedenze alimentari generate dai supermercati e non più vendibili, il cibo andato in avaria causa errati processi logistici distrugge ogni giorno una parte del nostro pianeta.

Secondo i dati della FAO, ogni anno nel mondo vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo di cui l’80% ancora consumabile.
I paese industrializzati sono i maggiori colpevoli di questo danno nei confronti del futuro. Un controsenso se si pensa che nel mondo milioni di persone continuano a soffrire la fame.

L’Italia si sta impegnando nel ridurre lo spreco alimentare, infatti è al nono posto nella classifica dei paesi attivi nell’affrontare questo problema, ma c’è ancora tanto da fare.
Per cercare di arginare il problema dovremmo trasformarci in consumatori e produttori consapevoli e sfruttare il potere della tecnologia applicato al settore Food.

L’educazione nelle scuole, la sensibilizzazione e la promozione di progetti sostenibili sono alcune delle azioni che i paesi possono attuare, ma il singolo può dare il suo contributo ogni giorno con piccole azioni.

E a casa cosa succede? L’80% del cibo prodotto viene ancora sprecato. Un dato generato dalla poca consapevolezza: essere consapevoli di quello che si mangia, delle proprietà nutritive e dei luoghi di produzione aiuta ad apprezzare il cibo, una risorsa importante che ogni giorno abbiamo a nostra disposizione. Scoprire il valore intrinseco di ogni alimento aiuta a comprendere l’impatto che lo spreco genera sul nostro pianeta: il non riutilizzo delle parti di frutta e verdura considerate scarto, la mancata organizzazione durante la spesa o nella preparazione dei cibi sono le piccole azioni quotidiane che possono cambiare il futuro del nostro pianeta.

La tecnologia per ridurre gli sprechi: Myfoody

La rivoluzione digitale può fare molto per combattere lo spreco alimentare, infatti in Italia sono nate tante startup che combattono per una causa nobile come questa.
Una di queste è Myfoody, l’app scaricabile gratuitamente per iOS e Android, che si pone come soluzione a un problema di portata mondiale unendo l’innovazione tecnologica all’amore per il cibo.
Grazie a una logica di proximity marketing, Myfoody innova il rapporto tra punto vendita e consumatore finale sia all’interno dei punti vendita sia in prossimità di essi e, grazie ai contenuti in app, diffonde la filosofia zero waste e l’idea che le pratiche di vita sostenibile siano il primo passo per un futuro migliore.

I Consumatori possono scoprire in app, in modo facile e veloce, la disponibilità dei prodotti in tempo reale, prossimi alla scadenza, scontati fino al 50%, per poi recarsi direttamente nel supermercato per procedere con l’acquisto.

Gli utenti, inoltre possono attivare le notifiche e salvare tra i preferiti i supermercati più vicini a loro in modo tale da venire avvisati non appena nuove offerte sono disponibili nei punti vendita preferiti (sezioni Esplora e Risparmia).
Nei supermercati i consumatori trovano i prodotti scontati presenti in app all’interno delle aree antispreco perché obiettivo principale è quello di offrire ai consumatori un’esperienza d’acquisto a spreco zero a 360°.

Nella nuova versione dell’app, pubblicata a settembre, c’è anche la sezione Impara che racchiude all’interno dell’app i contenuti del blog Myfoody.
Un luogo di aggregazione per comunicare il valore del cibo attraverso il riutilizzo delle parti di scarto e degli avanzi grazie a ricette anti-spreco, segreti di autoproduzione e modelli di vita sostenibile.

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