Che emozione, la vita!

“ C’è nell’aria un gran silenzio,
quello che precede la tempesta; porta con se
un profumo forte, intenso, inebriante
come quando un tempo stringevo a me la vita.
Fu allora, che cominciai a capire
cosa significasse vivere, quando
come un cieco con le mani cercai il mio volto
e trovai rughe che immaginai fossero onde
di un mare che pian piano mi ha travolto … “
Vincenzo Calafiore

E’ un tempo che scivola via nel silenzio, quel silenzio in cui riappare tutto e c’è anche l’uso delle parole al momento forse anche senza significato, come lo potrebbe essere a volte la stessa esistenza.
Per riconoscermi mi affido alle mie mani, per avere l’esatta mia immagine, il mio volto di ogni tramonto, di ogni sconfitta, di ogni caduta a terra e la fatica del rialzarsi: scopro la mia vecchiezza tutta d’un colpo ed è una forte lacerazione dell’anima.
A volte ho in me la strana sensazione del mio tempo a finire e penso alla morte a come sarà.
Non vorrei ci fosse in quell’occasione tristezza, perché vedi, la morte è un’idea geniale, è formidabile … vai via e lasci il posto tuo a un altro,la stessa identica cosa succede quando finisce un amore.
Ecco, la genialità mi affascina, il pensiero mi affascina, l’idea della vita mi affascina.
Questo vivere è una continua trasformazione che non ti concede il tempo di pensare, è un andare al macello nella più grande beatitudine.
E vorrei che la colonna sonora della mia fine fosse: “ this is my song “ la canticchio spesso, quando scrivo o vado in giro senza una meta precisa.
This is my song! Oh, quanto vorrei fosse ancora così !
Dietro i miei occhi si compone l’immagine del mio volto, con tutta la vecchiaia disegnata come fosse un foglio di carta, mi scopro senza tempo, senza ragioni.
Sai che c’è?
C’è che in questo mio tempo di attesa senza sapere di cosa, riaffiora con una certa gratitudine la mia saggezza ove si rinverdiscono con grande serenità e pacatezza tutte quelle cose mai realizzate, di più le paure, i timori, le perdute speranze, le diverse voci del silenzio; ma c’è anche il vuoto del silenzio ove rincorro le mie ombre come fosse una dannazione, come una eterna ricerca di un facile impossibile: Che emozione è la vita!
E’ una “ emozione “ continua, palpabile, sottile, trafigge il cuore senza rivoli rossi, e ti fa vedere il mondo che vorresti e che non c’è; raccoglie e tiene in parte, risemina e nascono fiori di bellezza unica, ci fa immagini speculari di altri, di tanti altri altrove, e si prova quel dolore che è vita! Almeno fino a quando la solitudine montando ammanta tutto di grigiore e tutto si palesa in una specie di parvenza di inferno dantesco.
E’ l’Amore la sua propulsione, e se viene a mancare questo piccolo infinito dettaglio di essa, essa stessa non ha significato.
E allora perché lasciarlo morire, perché ferirlo continuamente, imbrattarlo con le mani sporche di sangue? Perché invece non viverlo fino in fondo come fosse una sbornia continua senza lasciare spazio alla brutale realtà che include in se solo che negatività?
Dunque oggi in questa mia condizione sospesa nelle diverse modalità di una vecchiaia stanca rivivendo certi momenti di intensa felicità mi vedo come un melograno sgranato, e allo stesso tempo di ogni granello conoscerne le sue infinite emozioni; amare la mia vita come fosse ogni giorno la prima volta con la consapevolezza che da un momento all’altro, forse in una precipitazione abissale io non potrei più farlo.
Amare con la consapevolezza di non sprecare nulla, neanche le sue dorate polveri che se ne vanno in quel vento che va oltre, oltre la vita stessa.
Amare perché è l’unica certezza quotidiana, che costringe a pensare diversamente, continuamente che è possibile, che è coraggio, che è avventura,desiderio,viaggio.
Io voglio tremare, tremare di felicità e di orgoglio, di desiderio e di speranza, di sogni e di sogni ancora almeno fino a quando ci sarà vita.
E’ così che la vita, la mia vita diventa libro e un buon libro deve raccontarsi da solo, senza necessità di spiegazioni!

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