Bandiera italiana: il significato, la storia e i colori

Il Tricolore, la mitica bandiera italiana, ha alle spalle una lunga storia e un significato molto importante

La bandiera italiana, meglio conosciuta come Tricolore, è il simbolo dell’Italia e ha alle spalle una lunga storia. Si tratta di un vessillo nazionale costituito da tre bande di uguale dimensione con tre colori diversi (verde, bianco e rosso partendo dall’asta). Definita dall’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana, questa bandiera è un emblema straordinario.

Non a caso l’utilizzo del Tricolore è regolamentato dalla legge, che lo difende e prevede il reato di vilipendio della bandiera italiana, prescrivendo inoltre il suo insegnamento nelle scuole insieme a tutti gli altri simboli della Repubblica.

Bandiera italiana: la data di nascita del Tricolore

Il Tricolore ha una data di nascita molto precisa, il 7 gennaio 1797. La bandiera italiana nasce a Reggio Emilia grazie ad una proposta del deputato Giuseppe Compagnoni. Il Parlamento della Repubblica Cispadana dunque stabilisce “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”.

Bandiera italiana: la scelta dei colori e la loro importanza

Oggi il Tricolore rappresenta per tutti un simbolo imprescindibile dell’Italia, presente ovunque e conosciuto in tutto il mondo. Pochi però ne conoscono i segreti. Ad esempio: perché la bandiera possiede tre colori? Per capirlo dobbiamo guardare alla situazione storica dell’epoca. Il territorio italiano era occupato dalle armate napoleoniche e le repubbliche di ispirazione giacobina che erano nate, sostituendo gli antichi Stati Assoluti, avevano adottato delle bandiere tutte caratterizzate da tre colori e tre fasce di dimensione uguale, ispirandosi al modello della Francia del 1790. Un’usanza seguita anche dai reparti militari composti da italiani e formati per seguire l’esercito di Napoleone Bonaparte. I vessilli scelti da questi reggimenti erano costituiti da bianco, rosso e verde.

Per comprendere l’importanza di questi colori è d’obbligo fare un ulteriore salto indietro nel tempo. Il rosso e il bianco infatti compaiono nello stemma del Comune di Milano, mentre il verde è la nuance delle uniformi della Guardia civica milanese sin dal 1782. Le stesse tonalità tornano anche negli stendardi creati per la Legione Italiana in cui venivano riuniti i soldati che provenivano dall’Emilia e dalla Romagna.

Fu proprio questo legame antichissimo con tali colori a spingere la Repubblica Cispadana a sceglierli per la bandiera. Al centro, nella fascia bianca, si trova un turcasso con quattro frecce, circondato dall’alloro e da un trofeo di armi, stemma della Repubblica.

Bandiera italiana: un simbolo storico dell’Italia

Fra il 1796 e il 1799 si svolse la prima campagna di Napoleone in Italia. Un momento storico fondamentale che distrusse il sistema di Stati che vigeva sino ad allora nella Penisola. Al loro posto vennero create varie repubbliche giacobine che però non sopravvissero alla controffensiva austro-russa. In seguito, sino al 1814, si verificò la seconda campagna di napoleonica. In questo periodo così delicato, in cui iniziavano a nascere e diffondersi gli ideali di indipendenza, il Tricolore iniziò a essere considerato come un simbolo del popolo, della nazione e delle libertà che erano state conquistate con sangue e fatica. Nei trent’anni successivi al Congresso di Vienna, la bandiera italiana venne cancellata dalla Restaurazione, ma non distrutta del tutto. Rimase infatti come sinonimo di libertà e affermazione di essa. Non a caso comparve durante i moti del 1831, nel corso delle rivolte mazziniane e delle varie sollevazioni.

Con il passare del tempo il Tricolore divenne fonte di ispirazione per poeti e cantori, idealizzata e amata, così tanto che nella stagione del 1848, divenne della ribellione degli italiani, unendo sotto lo stesso vessillo Roma, Palermo, Venezia e Milano. Il punto di svolta arrivò quando, il 23 marzo di quell’anno, Carlo Alberto, nel corso di un discorso allepopolazioni del Lombardo Veneto, dichiarò: “Per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell’unione italiana vogliamo che le Nostre Truppe(…) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana”.

Allo stemma dinastico infine fu aggiunta una bordatura di azzurro al fine di evitare che si confondessero il bianco e il rosso della bandiera con la croce e il campo che si trovava sullo scudo. Il 17 marzo 1861 venne finalmente proclamato il Regno d’Italia. Per consuetudine la bandiera rimase quella che era stata scelta durante la guerra d’indipendenza. Nel 1925 i modelli del Tricolore vennero definiti per legge. Alla bandiera venne aggiunto lo stemma della corona reale e venne imposto il suo utilizzo nelle sedi parlamentari, nelle residenze dei sovrani e negli edifici diplomatici.

Dopo la fondazione della Repubblica il 19 giugno 1946, un decreto legislativo presidenziale stabilì come doveva essere il Tricolore. In seguito la foggia della bandiera venne confermata dall’Assemblea Costituente nel corso di una seduta e nel 1947 venne inserita nell’articolo 12 della Costituzione. Nel corso dell’assemblea, come raccontano i verbali delle Commissioni, avvenne una votazione per stabilire quale sarebbe stata la bandiera. Venne approvato il Tricolore e, al termine della seduta, il pubblico si alzò in piedi, applaudendo, commosso.

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