Prova di forza di Matteo Salvini: referendum per una legge elettorale maggioritaria

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Un vincitore certo alle elezioni politiche. E’ quello che si avrà con l’avvento del maggioritario. Matteo Salvini spinge in questa direzione ed incassa il si anche il Consiglio regionale di Piemonte e Abruzzo. In pratica viene chiesto il referendum abrogativo della quota proporzionale prevista nella legge elettorale nazionale. E’ stata così raggiunta, e superata, la quota di cinque Regioni (sono sei in tutto i richiedenti) necessaria per ottenere la consultazione popolare. A favore del documento della Lega tutto il centrodestra, inclusa Forza Italia. A Torino centrosinistra e M5s hanno lasciato l’aula. Il via libera è arrivato giovedì sera, dopo tre giorni di sedute fino alla mezzanotte. Le opposizioni hanno fatto di tutto per impedire al Piemonte di approvare il documento, ma il contingentamento dei tempi imposto dal centrodestra giovedì mattina ha fatto gettare la spugna al centrosinistra grillino. “Sono soddisfatto – ha commentato quando il provvedimento il governatore Alberto Cirio – in questi giorni ci sono stati dei momenti accesi di dibattito: credo che siamo comunque giusti quando si parla di un argomento importante come il voto. Penso che il tempo di questa discussione sia stato ben speso: chiediamo una legge elettorale chiara, per cui chi vince le elezioni governi. Se riusciremo ad averla avremo fatto un buon lavoro, anche con un contributo del Consiglio regionale del Piemonte”. Dopo tre giorni di polemiche, minacce di esposti e scontri procedurali, ha detto sì anche il Consiglio regionale dell’Abruzzo, approvando a maggioranza poco prima della mezzanotte di giovedì il quesito referendario. A votare con 17 voti favorevoli il centrodestra, mentre le opposizioni del M5S e del centrosinistra hanno abbandonato l’aula. Nella commissione Bilancio da martedì e fino alla serata di giovedì le minoranze hanno fatto ostruzionismo per allungare i tempi dell’approvazione. “Mi è arrivato un messaggio dal presidente della Regione Piemonte, è ufficiale: la primavera prossima avremo un referendum sul maggioritario, finalmente potranno votare 60 milioni di italiani. Chi vince governa, chi perde non rompe le palle”. Lo ha detto Matteo Salvini dal palco della festa del partito a Genova, commentando il sì del Piemonte alla richiesta di referendum sulla legge elettorale nazionale. L’ex ministro dell’Interno, all’assemblea degli amministratori locali della Lega e del centrodestra a Milano il 14 settembre, aveva lanciato infatti la proposta di un referendum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, il Rosatellum, lasciando solo la parte maggioritaria. Sul referendum abrogativo l’articolo 75 della Costituzione riserva l’iniziativa referendaria ai cittadini (e in questo caso occorrono le firme di 500.000 elettori) o alle Regioni (5 Consigli regionali). Dopo il sì di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, arriva anche l’ok del Piemonte e Abruzzo. Ciò consentirà a Salvini di otterenere il referendum già nella prossima primavera, innescando una corsa contro il tempo con l’attuale maggioranza giallorossa, che dovrà approvare il taglio dei parlamentari abbinato a una riforma elettorale in senso proporzionale.