Quando emozionarsi vuol dire diventare più consapevoli!

Siamo nel vivo dello svolgimento di una delle tappe più importanti del Moto GP 2019 e questa volta più che mai il mio lavoro di coaching ha il sapore della consapevolezza e della condivisione.
Mentre con la passione di sempre sono impegnato nella formazione personale dei due giovani piloti Jaume Masia e Andrea Migno del Team di Moto3 Bester Capital Dubai.
Incontro sul circuito di Red Bull Ring in Austria, Corinne Vigo, personal coach e formatrice con cui sempre più frequentemente negli ultimi tempi , trovo le occasioni per un confronto professionale e uno scambio di punti di vista. Lei , per la prima volta sul circuito di motociclismo , ha dedicato gli ultimi 10 anni del suo percorso professionale e personale all’ambiente artistico, che offre la creatività come principale risorsa per scoprire il proprio mondo interiore.

“Non mi sono mai voluta dedicare al coaching sportivo perché ritengo che una persona scarsamente adrenalinica come me , in un ambiente agonistico rischierebbe di scaricare emotivamente gli atleti , laddove invece una sana aggressività e competitività li renderebbe vincenti . Ho preferito sviluppare altre aree del mio lavoro di coach. Mi dedico molto al life coaching e alla formazione degli artisti, i particolare gli attori teatrali”. Le sue parole stimolano in me un’obiezione: le faccio presente che con la giusta strategia, anche una professionista empatica e scarsamente competitiva come lei potrebbe rivelarsi efficace e che il suo pensiero potrebbe essere non pregiudizio limitante.
A quel punto la nostra conversazione si arricchisce di nuovi elementi, che alla fine ci porteranno a concludere quanto, in tutte le declinazioni del coaching, la gestione delle emozioni e la continuità nella formazione e nella crescita personale siano fondamentali e imprescindibili. Per l’atleta è fondamentale concentrarsi sulla performance, mentre per l’artista, rimanere profondamente a contatto con le proprie emozioni gli permette di donarsi autenticamente al pubblico .
Ciò significa che uno sportivo durante una gara non debba emozionarsi? Assolutamente no! Emozionarsi non vuol dire rimanere in balia di qualsiasi stato emotivo perdendo il focus sulla performance. Così come gestire le proprie emozioni non significa controllarle, ma averne consapevolezza. La gestione dello stato è quindi fondamentale tanto sul palcoscenico quanto in sella alla propria moto o su un campo di calcio. Io come professionista fortemente presente negli ambiti del business e dello sport coaching, e Corinne come artista, oltre che come coach, investiamo gran parte del nostro impegno per trasmettere quanto sia importante puntare sulla crescita personale e sullo sviluppo delle soft skills. Perché insistere tanto sul tema delle emozioni? Solo una piccola parte della nostra comunicazione riguarda il contenuto del messaggio. E questa piccola parte è perfettamente gestibile poiché è recepita ed elaborata dalla nostra mente razionale. Ma oltre il 90% della nostra comunicazione è relazione. Quindi avere consapevolezza di sé e delle proprie emozioni è importantissimo tanto per l’artista quanto per l’atleta. È molto importante che il lavoro dell’atleta su se stesso e il supporto del mental coach siano strategici, metodici e continuativi. Mi si offre a questo proposito una provocazione: ” posso innaffiare una pianta solo nei giorni in cui mi ricordo di farlo? Posso nutrire un neonato solo quando piange per richiamare la mia attenzione? Evidentemente no!”
Il coaching per essere efficace deve poter limitare al massimo le situazioni di emergenza e prevenire le difficoltà. Il coach e il suo cliente sono partners nel costruire un percorso che cresce e si sviluppa giorno dopo giorno, consolidando attitudini e competenze senza mai perdere di vista il focus sul risultato desiderato.
Queste riflessioni mi stimolano ancora una volta a non rimanere mai in superficie e a condividere le mie idee per arricchirle di nuovi punti di vista. Per questo motivo rivolgo a Corinne un’ultima domanda prima di salutarla: ” cosa ti ha emozionata di più in questa prima giornata sul circuito di Red Bull Ring?”
La risposta arriva subito e senza esitazioni: ” il mio corpo oggi ha vibrato ogni volta che ho sentito il rombo di quei motori, ogni istante in cui ho incrociato lo sguardo dei piloti, ogni volta che i tecnici e i meccanici del tuo Team hanno smontato e rimontato con cura le parti di una moto come se avessero tra le mani un gioiello prezioso, ogni volta che un tifoso ha esultato nel vedere che il proprio idolo sfrecciava davanti a lui tanto vicino da pensare di sfiorarlo… Tutto qui trasuda emozione e dobbiamo essere capaci di scoprire quotidianamente qualcosa che ci faccia vibrare e faccia battere forte il nostro cuore!”
Stefano Pigolotti

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