Ladispoli. Tenta di risalire dal balcone: morto Ruben Iamundo

Un tragedia ha scosso Ladispoli. Ruben Iamundo è rimasto fuori di casa ha provato a risalire dal balcone ma è caduto battendo violentemente la testa sotto gli occhi del fratello. La caduta da oltre tre metri si è rivelata fatale per Ruben Iamundo, 31 anni di Ladispoli. Il dramma si è consumato in via del Porto. Ruben ha lottato nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma dove era stato trasportato con l’eliambulanza ma non ce l’ha fatta.

I familiari avrebbero dato il consenso per la donazione dei suoi organi affinché possa salvare delle vite umane. I Carabinieri di Ladispoli, coordinati dalla compagnia di Civitavecchia, su disposizione della Procura della Repubblica della stessa città, stanno coordinando le indagini. I militari sono intervenuti nel quartiere residenziale Caere Vetus eseguendo i rilievi di legge.

Il tecnico informatico, impiegato a Roma, era nel proprio appartamento con la sua fidanzata quando per un litigio lei sarebbe andata via.  Una normale discussione come tante tra coppie. Erano da poco passate le 2.30 di notte. Ruben però voleva raggiungere la donna. Poi avrebbe desistito decidendo di risalire in camera da letto per andare a dormire. La porta però si sarebbe chiusa con le chiavi rimaste dentro attaccate. Impossibile entrare se non con l’intervento dei vigli del fuoco. A quel punto invece la decisione di scavalcare una recinzione prima, tentando poi un’ascesa troppo complicata e cioè quella di raggiungere dal muretto i due balconi fino al terzo piano.

Il trentenne avrebbe perso l’equilibrio tentando di rimanere aggrappato al bordo della ringhiera al primo piano del palazzo ed è precipitato di schiena battendo la testa sul pavimento dello stabile. Il fratello avrebbe cercato un salvataggio disperato evitando un impatto così duro a terra senza alcun esito. Subito sono stati allertati i soccorsi del 118 considerata la gravità della situazione.

Il fratello ha cercato di rianimarlo. I Carabinieri lo avrebbero ascoltato assieme alla fidanzata e anche ad una vicina di casa. Tutti avrebbero dato la stessa versione dei fatti ribadendo l’accidentalità della rovinosa caduta.

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