Qual è l’immagine che gli italiani hanno della biblioteca?

L’Associazione Italiana Editori ha realizzato un’indagine, condotta all’interno dell’Osservatorio della lettura e dei consumi culturali realizzato da Pepe Research, su un campione rappresentativo (per area geografica, età, genere, reddito e titolo di studio) dell’intera popolazione nazionale di età compresa tra i 14 e i 75 anni. Gli intervistati dovevano indicare in modo spontaneo tre parole associate a Biblioteca, in modo da far riuscire a catturare quali sono i mondi che essa evoca, ma anche di comprendere quale sia il suo posizionamento nella percezione degli italiani, dove si colloca nell’immaginario sociale.

Non si tratta di un’indagine su come gli utenti che frequentano la biblioteca la percepiscono nella dimensione del servizio o dell’assortimento, bensì come i cittadini la posizionano oggi nel loro vissuto e nel loro pensiero. Osservando le diverse nuvole di parole comprendiamo che, in base ai target e alle variabili considerate, la biblioteca viene percepita in modo diverso e in continuo cambiamento.

La ricerca consente così, associate le parole espresse dai diversi target, di considerare anche le profonde differenze esistenti tra i cittadini rispetto al mondo biblioteca. Grazie al campione di risposte raccolto, siamo in grado di comprendere meglio quali leve utilizzare per operare con gli strumenti della comunicazione. Anche se prima si avverte la necessità di operare sull’aspetto delle risorse economiche e finanziarie, che molto influenzano come questo servizio si posiziona oggi nell’immaginario dei cittadini italiani.

La ricerca mostra che solto il 7% dei lettori (lettura di almeno un libro, e-book, audiolibro negli ultimi 12 mesi; 14-75 anni) ha scelto la biblioteca di pubblica lettura come canale per procurarsi alcuni dei libri letti. Istat – nella sua indagine sulla lettura 2017 – indica in un 7% i cittadini (6+) che hanno preso in prestito un libro. Un altro aspetto interessante riguarda la forte correlazione tra prestito ed età che emerge: del 15,4% tra i 6-10 anni e del 14,1% in quella successiva, per poi calare con l’età a valori attorno al 6% (un aspetto che si riflette anche dalle “parole” che associate a “Biblioteca” in base alla variabile età). In ogni caso, anche da parte delle fasce scolari l’uso appare al più occasionale: il 15% tra coloro che la frequentano “almeno una volta ogni 15 giorni” + “una volta al mese o poco più” + “solo occasionalmente”. Un po’ meglio, invece, quella scolastica: 26%; anche se con differenze evidenti in base alle diverse aree territoriali. Solo il 9% degli intervistati indica il bibliotecario + insegnante; il consiglio del libraio inciderebbe per il 7%; in drastico calo recensioni sui giornali e presenza dell’autore in tv. Cresce al contrario l’influenza dei social, delle community, dei blogger e influencer, dei motori di ricerca.

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