Tutto sugli Ecobonus 2019: possibilità di risparmio fino all’85% per lavori di efficentamento energetico

La transizione verso dei consumi più attenti alla questione ambientale si sta rivelando un ottimo volano per i lavori di miglioria edilizia, per l’efficienza energetica dei nostri appartamenti e per le bollette da pagare. Tutti questi virtuosismi in tema di economia domestica possono essere ricondotti ad un unico concetto che è l’Ecobonus.

Che cos’è l’Ecobonus?

Andiamo a definire così l’agevolazione offerta dal governo per migliorare l’efficienza energetica della propria casa mediante la messa in opera di alcuni lavori specifici e l’acquisto di elettrodomestici utili al medesimo scopo. Potremmo anche parlare di detrazioni Irpef o Ires, versate in 10 rate annuali successive alla dimostrazione di acquisti o lavori presso l’ente ENEA.

In pratica, una volta acquistata una nuova caldaia a biomassa, dovrete certificarne l’acquisizione entro la fine dell’anno, dopodiché cominceranno ad essere erogate le rate di restituzione dell’importo pagato nelle percentuali che adesso andremo a vedere. Importante specifica è che queste migliorie vanno apportate in un edificio già esistente quindi non valgono per la costruzione di nuove case.

A quanto ammontano le detrazioni degli Ecobonus?

Esistono 4 fasce di bonus che corrispondono ad altrettante percentuali di detrazione che idealmente potremmo dividere così: 50% per gli interventi di recupero edilizio, 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, 70% per gli interventi condominiali, 85% per i lavori di riduzione del rischio sismico nelle zone a rischio. Vediamo più nel dettaglio ogni fascia e i relativi casi:

Ecobonus 2019 al 50%

In questa fascia di detrazione, dove l’investimento viene per metà rimborsato, rientrano le schermature solari e la sostituzione di finestre e infissi, in pratica tutti lavori che servono a mantenere la casa più fresca nelle giornate molto soleggiate e a trattenere meglio il calore nelle stagioni fredde.

Oltre a questo sono compresi in questa fascia anche gli acquisti di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione. Le prime sono come delle stufe, ma di ultimissima generazione, che funzionano con la combustione di materiali per lo più legnosi (ceppi di legna da ardere, Pellets, segatura, mais, cippato, relativi soprattutto all’uso domestico) che hanno un costo relativamente basso se paragonato al gas metano. Come suggerisce il nome, invece, le caldaie a condensazione trasformano i fumi di combustione in sostanza liquida (condensandoli, appunto) e sfruttano il calore rilasciato dal passaggio di stato per usufruire di ulteriore energia. Per queste ultime bisogna però accertarsi che la classe energetica sia la migliore (A, A+), nel caso si montino anche delle valvole di termoregolazione (livello V, VI, VII) la detrazione arriverà al 65%.

Ecobonus 2019 al 65%

Saliamo con la percentuale di detrazione e quindi anche nell’entità dei lavori. Rientrano in questo range le opere di coibentazione dell’involucro opaco (migliorie nell’isolamento delle superfici domestiche) e l’installazione di sistemi afferenti alla building automation (es. rilevatori di fumo e sistemi antincendio). Oltre a queste sono compresi anche gli acquisti delle caldaie a condensazione comprensive di termoregolazione (come accennavamo nel paragrafo precedente), di pompe di calore e scaldacqua alimentati da pompe di calore, di impianti ibridi in cui agiscono pompa di calore e caldaia a condensazione, di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria.

Idealmente, per ottimizzare ulteriormente il risparmio, la scelta del sistema di riscaldamento più adeguato deve essere fatta anche in base al tipo di casa o locale. Ad esempio, per l’installazione in un monolocale, è sicuramente più adatta una caldaia con potenza termica ridotta rispetto ad un modello pensato per spazi ampi.

Ecobonus 2019 al 70% e all’85%

In questo caso si tratta di detrazioni su spese che vengono divise tra i membri di un intero condominio, oltretutto non solo entro la fine dell’anno ma entro la fine del 2021, ovviamente sempre nell’ottica di apportare una miglioria in termini di efficienza energetica.

Raggiungono il tetto massimo dell’85% quei lavori per la riduzione del rischio sismico nelle zone di rischio 1, 2 e 3 (verificabili sul sito INGV): i lavori di base subiscono una detrazione dell’80%, quelli che portano a una riduzione di due livelli arrivano fino all’85%.

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