Suicidi per ragioni economiche in Italia: i dati di uno studio

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È capitato piuttosto frequentemente, negli ultimi anni, di leggere delle notizie drammatiche, ovvero di suicidi dovuti a ragioni economiche. L’Italia è reduce da una forte crisi economica, ancora oggi ampie fasce di popolazione non vivono certo una condizione di floridità, di conseguenza non stupisce il fatto che questo triste fenomeno sociologico sia divenuto così diffuso nel corso degli ultimi anni.

Uno studio sui suicidi economici in Italia

A questo riguardo è interessante menzionare i dati di una recente ricerca condotta dall’Osservatorio della Link University Campus di Roma, intitolato appunto “Suicidi per ragioni economiche”. Questa ricerca ha dunque preso in considerazione tutti i suicidi la cui causa è individuabile in delle difficoltà economiche, e i dati sono davvero shoccanti: dal 2012 fino alla pubblicazione dello studio, ovvero gennaio 2019, nel nostro paese si sono verificati 988 suicidi di questo tipo. Il direttore dell’Osservatorio, Nicola Ferrigni, ha sottolineato il fatto che si siano registrati dei cambiamenti rilevanti tra i primi anni di rilevazione e quelli più recenti. Il sociologo ha infatti sottolineato che se nel 2012 e negli anni immediatamente successivi questi gravi episodi riguardavano prettamente imprenditori, i quali hanno compiuto il gesto estremo perché oberati da debiti e impossibilitati a proseguire la loro attività, nei tempi più recenti i suicidi per ragioni economiche hanno riguardato soprattutto le persone disoccupate.

Le statistiche emerse da questa ricerca

Presentando un quadro complessivo di tutti i 988 suicidi verificatisi nel lasso temporale considerato, il 41,8% di essi riguarda imprenditori, il 40,1% disoccupati, mentre il 12% riguarda persone che avevano un lavoro ma che, una volta perduto il loro posto, hanno trovato grandi difficoltà nel ripartire sia dal punto di vista economico che sociale. La statistica consente anche di eseguire una distinzione di natura geografica: il maggior numero di suicidi è avvenuto infatti nel Nord-Est d’Italia, dove si è verificato il 24,5% di questi drammatici episodi, seguono il Sud con il 24,1%, il Centro con il 21,3%, il Nord-Ovest con il 19,6% e le Isole con il 10,3%. Per quel che riguarda la differenziazione di natura regionale, ben il 15,8% dei suicidi si è verificato in Veneto, segue la Campania con il 13,5%. Nessuna zona della nazione, dunque, è stata immune da questi terribili episodi, e ovviamente l’auspicio è che questo fenomeno possa divenire solo un lontano ricordo.

Il welfare e la sua importanza per arginare questo fenomeno

Ovviamente alla base del problema non ci sono esclusivamente fattori psicologici: anche persone perfettamente stabili dal punto di vista emotivo, infatti, sono esposti a simili rischi dinanzi a condizioni economiche particolarmente gravi. Da questo punto di vista è quindi fondamentale il ruolo del welfare ed è possibile menzionare, a tal riguardo, le novità più rilevanti in tale ottica. Anzitutto, come noto, è stato recentemente introdotto il Reddito di Cittadinanza, strumento che offre un sussidio alle persone disoccupate che versano in condizioni di difficoltà economica prevedendo un percorso di riqualificazione e di reinserimento nel mondo del lavoro. Per quel che riguarda gli imprenditori, invece, è particolarmente interessante la norma relativa al cosiddetto sovrindebitamento, la quale è stata definita non a caso “legge anti suicidi”. Questa norma può riguardare anche semplici cittadini, non a caso il portale Avvocato Accanto la presenta anche come una forma di esdebitazione privati, e prevede delle tutele specifiche per chi ha contratto dei debiti divenuti ormai difficili da risanare.