Contrastare l’insonnia con una tisana rilassante

Per combattere l’insonnia provocata dallo stress a volte può essere sufficiente affidarsi a una tisana rilassante, in grado di conciliare il sonno e di placare l’ansia che è fonte di disagio. Una tisana rilassante è tale perché agisce sia nei confronti della mente che rispetto al fisico, agevolando – quindi – un riposo ottimale: il sonno diventa più regolare, perché ci si addormenta prima rispetto al solito e i risvegli di notte sono ridotti al minimo. Le preoccupazioni che si accumulano e si sedimentano nel corso della giornata si attenuano e, dal punto di vista fisico, anche i muscoli più contratti e più tirati si sciolgono, così da non causare quegli sgradevoli mal di testa che sono spesso molto dolorosi.

Quando consumare le tisane rilassanti

Come è facile intuire, le tisane rilassanti dovrebbero essere consumate di sera, prima di andare a letto, in modo da riuscire ad amplificare gli effetti dei principi attivi delle varie erbe che sono presenti al loro interno. Se se ne ha la possibilità, poi, è raccomandato un rituale ripetitivo, basato sempre sugli stessi movimenti: il ricorso a una routine di questo tipo, infatti, ha l’effetto di ingannare la mente, la quale con il passare del tempo si abitua a rilassarsi da sola già nel momento in cui la tisana è pronta.

Calda o fredda?

Un esempio di tisana rilassante che merita di essere messa alla prova è zero stress valverbe: già dal nome, è facile comprendere quali sono i suoi effetti. Ma la bevanda deve essere consumata quando è calda oppure la si può lasciare raffreddare, magari con l’intento di prepararla in anticipo? Secondo gli esperti, è sempre meglio berla quando è quasi bollente, ovviamente senza scottarsi, dal momento che aumentando la temperatura del corpo prima di coricarsi il sonno viene agevolato, proprio come succede dopo che ci si concede un bagno caldo.

Ci sono effetti collaterali?

Per lo stesso motivo, se una tisana rilassante viene consumata al mattino o nel pomeriggio rischia di favorire una sensazione di sonnolenza e, quindi, di ostacolare le normali attività che si svolgono nel corso della giornata. Il senso di attenzione viene ridotto, ed è per questo motivo che non è mai consigliabile bere una tisana di questo tipo prima di mettersi al volante. Per quel che riguarda le interazioni con eventuali medicinali che si stanno assumendo, il suggerimento è quello di chiedere sempre un parere al proprio dottore, perché alcuni principi attivi possono ostacolare o amplificare l’azione di determinati farmaci – per esempio di quelli sedativi -: contrastare l’insonnia va bene ma a patto di non sfociare nell’eccesso opposto, che porta a una sensazione di torpore anche di giorno o a risvegli mattutini complicati.

Le erbe rilassanti

Non sono poche le erbe che possono vantare proprietà rilassanti e che devono la propria efficacia ai fitocomplessi che contengono: si tratta di strutture composte da principi attivi abbinati a parti erbacee. Sarebbe opportuno evitare di mettere insieme più di cinque erbe nella stessa tisana: se così fosse, infatti, la loro concentrazione sarebbe troppo ridotta, e l’azione rilassante altrettanto modesta.

La camomilla

La più popolare delle erbe rilassanti è la camomilla, che è nota per la sua capacità di rilassare i muscoli e, quindi, rende l’organismo più propenso al riposo. I suoi effetti sedativi a livello gastrico si coniugano con apprezzare proprietà antinfiammatorie, mentre quelle miorilassanti sono utili anche per l’intestino, in presenza di gonfiori e coliche, a maggior ragione per i bambini di pochi mesi per i quali è sconsigliata l’assunzione di farmaci. La valeriana vanta effetti sedativi simili e non a caso viene proposta anche in compresse per la cura dell’ansia e dell’insonnia cronica, oltre che per il trattamento delle conseguenze del jet lag. Grazie ad esse, i risvegli notturni si fanno meno frequenti.

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