Giorgio Spezi morto suicida: il dolore della Croce Rossa di Fano

Aveva scritto. “Ciao, ci vediamo domani”. Poi si è tolto la vita sparandosi a soli 29 anni. In lacrime i colleghi di lavoro nella sede di Fano della Croce Rossa, in provincia di Pesaro e Urbino.

Giorgio Spezi, 29 anni, residente a Sant’Orso insieme con i genitori, ha continuato a chattare con gli amici poi si è seduto in camera da letto, si è puntato alla tempia la sua pistola calibro 9, che deteneva legalmente, e si è sparato. Questa è la successione dei fatti secondo i  Carabinieri di Fano.

“L’ho trovato io” racconta alla stampa Daniela Cameracanna, presidente della Croce Rossa Italiana di Fano di cui Spezi era dipendente. “Siccome era molto preciso e puntuale, quando non si è presentato al lavoro l’abbiamo subito chiamato, ma non rispondeva. L’abbiamo aspettato e poi ho detto agli altri: ‘andiamo a sbrandarlo’. Pensavamo infatti che non gli fosse suonata la sveglia. Ma anche alla porta di casa continuava a non rispondere. Così siamo andati al tabacchi del cognato, che ha le chiavi di casa… l’abbiamo trovato in camera da letto. Era un ragazzo d’oro, non mi capacito”.

A sentire gli amici, a Giorgio non mancava niente. “Conduceva una vita normale, suonava il basso e la chitarra, faceva sport, si era comprato da un mese l’auto dei suoi sogni e sebbene avesse chiuso con la fidanzata da poco tempo non sembrava particolarmente provato”. Per i Carabinieri che indagano sull’accaduto, invece, potrebbe essere stata proprio questa delusione sentimentale alla base del suo gesto. Il pm ha disposto l’autopsia.

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