San Ferdinando (RC). Seminario su: “Qualità del lavoro, contrasto ed emersione del lavoro irregolare in Calabria”.

 Un’Iniziativa progettuale promossa da Arsac e Regione Calabria avente tra gli obiettivi quello di sensibilizzare sul contrasto  “ai fenomeni del lavoro nero”.

Un Seminario di palpitante attualità, su un argomento molto scottante, riconducibile ad un fenomeno largamente diffuso soprattutto nelle aree rurali del Mezzogiorno, con problematiche e peculiari manifestazioni che, spesso, fanno emergere una cruda realtà, in cui il ‘corpo’ debole è costituito da esseri umani. Circostanze bestiali, che s’alimentano in determinati distretti agroindustriali e territori agricoli, dove lo sfruttamento della mano d’opera, quello che in gergo è definito “lavoro nero”,  è l’esercizio prediletto del vorace caporalato, che ne detta le condizioni e le asfissianti regole.

Migranti impegnati nella raccolta degli agrumi

Non a caso, il significativo Evento, promosso, congiuntamente, dall’Organismo strumentale agricolo e dall’Istituto regionale, s’è svolto proprio a San Ferdinando, una comunità del reggino incastonata nella Piana di Gioia Tauro, notoriamente indicata, sui mass media e sulle agenzie d’oltre confine, come la realtà dove, riguardo prioritariamente allo sfruttamento degli immigrati nei lavori in agricoltura, da qualche tempo, v’è un’attenzione mondiale,anche per alcuni fatti di cronaca che si sono verificati nel passato ed anche recentemente.

Particolare del Tavolo dei Lavori del Forum Arsac-Regione Calabria

Stiamo parlando di quello che più volte è stato definito “ghetto africano”, una vera e propria “bomba sociale”: la vergogna della baraccopoli di San Ferdinando (RC), un’autentica cartina di tornasole dell’inefficienza, dell’incuria e del disinteresse della Società Civile, del mondo istituzionale e politico, riguardo ad un’emergenza umanitaria. Avvolta dal grigiore dell’apatia generale, per diverso tempo, relegata ad un’ estrema precarietà, di una condizione inenarrabile, per un esorbitante presenza di disperati, di manovalanza iper-sfruttata, senza alcun diritto, senza alcun rispetto.

Non s’era, ancora, spenta l’eco della riuscita Iniziativa pubblica, sul pernicioso problema del lavoro irregolare, quando scendono in campo le ruspe del Genio militare per procedere alla demolizione di quell’ irregolare e ‘famigerato accampamento’, occupato da migliaia di diseredati (in assenza di servizi primari), costituito da miseri giacigli, piccolo rifugi precari, tra cartoni e plastiche, inconsistenti utensili, mucchi di ferraglie ed altre povere cose. Molti rifiuti accumulati, altri bruciati. Condizioni igienico-sanitarie allarmanti, ratti grandi come gatti.

Altro particolare dei lavori del Forum Arsac-Regione Calabria

Si ricorda che,negli ultimi mesi, alcuni roghi scatenati nella baraccopoli dalla scarsa sicurezza hanno provocato alcuni morti tra gli occupanti. Una situazione non più sostenibile e qualche provvedimento organico, che s’invocava da tempo, andava pur messo in atto.

E veniamo al significato del Seminario Informativo e Divulgativo, con una proiezione ed un carattere anche educativo ( per il tipo di problematica affrontata), celebratosi nella Sala Consiliare del Comune della Piana.  Strategici gli obiettivi cardini del 2° seminario informativo organizzato dall’Arsac, nell’ambito del progetto  “Caporalato, attività di formazione e informazione”, finanziato dalla Regione Calabria dal titolo:  “Qualità del Lavoro, contrasto ed emersione del lavoro irregolare  in Calabria”.

Infatti – come riferiscono gli organizzatori – Il progetto ha, tra gli obiettivi, quello di sensibilizzare l’intero Consorzio Civile,ad ogni livello, sul contrasto “ai fenomeni del lavoro nero”, attraverso l’informazione sulle novità introdotte con la Legge 29 ottobre 2016, n. 199 : ”Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo”.

Un uditorio attento segue i lavori del Forum Arsac-Regione Calabria

 

Gli stessi promotori dell’iniziativa hanno ricordato quanto, sulla stessa lunghezza d’onda, già svolto nei mesi scorsi a Corigliano (CS), e che il prosieguo dell’attività testimonia la volontà dell’Azienda regionale di affiancare il mondo delle imprese e della rappresentanza sindacale dei lavoratori anche nell’affrontare una problematica così particolare e delicata. Rafforza la mission dell’Arsac regionale di essere capillare sul territorio, soprattutto là dove il mondo delle imprese e i sindacati dei lavoratori affrontano problematiche così gravose e complesse, per assicurare il supporto necessario.

All’apertura dei lavori  – moderati dal giornalista Agostino Pantano – è stato registrato un doveroso ricordo per le morti tragiche, a seguito degli incendi nella baraccopoli.

E’ toccato a Davide Colace, Rup dell’Arsac, ad introdurre i lavori soffermandosi ad illustrare lo stato del partenariato perseguito in questa specifica materia dall’ Azienda.

Il funzionario tecnico dell’Arsac ha riferito che, in questo secondo seminario, l’Organismo agricolo regionale intende puntare sull’obiettivo di divulgare i contenuti di una novità normativa in un ambito molto delicato e di strettissima attualità: in quest’ottica, inoltre, è stata dispiegata una doverosa sinergia istituzionale,  dando vita ad un progetto che si muove in armonia del protocollo sperimentale nazionale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

L’Arsac, sostenuta in ciò dalla Regione Calabria – ha proseguito Davide Colace –  offre il suo impegno di conoscenza e divulgazione delle innovazioni tecniche – di prodotto e di processo – concorrendo al miglioramento delle prestazioni e delle rese produttive, sforzandosi di mettere a regime il sistema dei servizi di sviluppo agricolo a partire dalle esperienze del Centro Sperimentale Dimostrativo di Gioia Tauro (RC), situato all’interno del territorio teatro del Seminario. Nelle prossime settimane, infatti, proseguendo con le attività del progetto “Caporalato”, l’aula attrezzata e gli appezzamenti coltivati di CSD saranno sede del seminario informativo/formativo sulla salute e sicurezza in agricoltura, durante il quale gli operatori agricoli potranno confrontarsi sui temi del D. Lgs. 81/2008.

L’Arsac della Regione Calabria punta sulla Qualità Totale del Territorio Agricolo. La Sostenibilità e l’Etica del lavoro in Agricoltura ne sono i principali punti cardine

Nel corso di questa esperienza di lavoro – ha aggiunto Colace – l’Arsac fornirà a tutti i partecipanti la monografia divulgativa sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, specificatamente trattata per il settore primario che attualmente è in corso di redazione e stampa. Nel prosieguo dei lavori, sono stati illustrati i dati di un focus analitico di settore, a cura di Franco Gaudio, in rappresentanza del Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea).Il relatore ha riferito i numeri di questa che è una vera e propria piaga.

“In agricoltura – ha affermato – il lavoro irregolare vale 77 milioni di euro in tutto il Paese, mentre i controlli dello scorso anno hanno fatto evidenziare come sarebbe del 50% la quota di lavoro irregolare”

Di rilievo anche  l’intervento di Giuseppe Patania, direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, che ha puntualmente specificato le caratteristiche della legge 199/2016, sottolineandone i contenuti prioritari. Il relatore, altresì, ha ricordato le caratteristiche della legge 199, sottolineando l’importanza di avere pene fino a 6 anni e le altre misure fino alla confisca, richiamando al dovere di collaborazione che il mondo imprenditoriale e i lavoratori hanno, fino a definire determinante un “inasprimento delle misure contro la sofisticazione giuridica, ovvero contro quelle aziende che apparentemente hanno le carte in regola e che in realtà somministrano lavoro in maniera illecita e sono intermediari opachi”.

Particolare della baraccopoli – “ghetto africano”

Sul filo estremo dell’attualità gli interventi dei sindaci, in rappresentanza di un’Area a spiccata vocazione agricola: di San Ferdinando, Andrea Tripodi, e di Rosarno, Giuseppe Idà. Gli amministratori hanno richiamato gli sforzi fatti dalle istituzioni per assicurare una gestione diversa della tendopoli, volta a superare questo tipo di risposta emergenziale nel quadro di una politica agricola che si occupi anche di aiutare il comparto locale a uscire dalla crisi.

Sulla stessa lunghezza d’onda i sindacalisti: Federica Pietramala (Cgil), che ha chiesto alla Regione di modificare la logistica attuale, smantellando gli accampamenti e sostituendoli con moduli abitativi temporanei; Michele Sapia (Cisl), che ha sollecitato la Regione a creare una vera cabina di regia per il lavoro di qualità”; Antonio Merlino (Uil) che ha indicato nel bilateralismo la strada per uscire dalle crisi.

Particolare dello sgombero:ruspe del Genio militare in azione

Angelo Politi, di Confagricoltura, ha posto l’attenzione sulla rigidità della norma contro il caporalato, ricordando che la sua organizzazione ha da tempo un codice etico contro gli imprenditori che utilizzano il lavoro nero.Politi ha chiesto un potenziamento dei centri per l’impiego.

Pietro Sirianni, di Coldiretti, ha sollecitato risorse per gli Ispettorati ricordando che “la crisi è dovuta ai prezzi di rapina che si riscontrano nella filiera agroalimentare che impoveriscono i produttori e di conseguenza i lavoratori”.

Antonio Marrapodi, in rappresentanza dell’Associazione Liberi agricoltori, ha evidenziato i successi delle produzioni circolari che, evocando il “modello Riace”, riescono ad assicurare uno sviluppo rispettoso dell’etica.

Domenico Ferrara, dirigente della Regione, ha ricordato le attività premiali connesse al Piano di Sviluppo Rurale ed all’azione istituzionale congiunta con l’Arsac.

L’Iniziativa ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle imprese agricole e dei braccianti del vasto comprensorio della Piana: com’era prevedibile diversi sono stati i contributi alla discussione, con un dibattito vivace e costruttivo.

Stefano Aiello, Commissario straordinario dell’Arsac, nelle note conclusive del Seminario, ha posto l’accento sulla importanza della sinergia istituzionale garantita dall’Azienda che “ha dato vita ad un progetto mirato che si muove nell’ambito dei Protocolli nazionali sottoscritti dalla Regione”.

Da Casali del Manco (CS), 12.03.2019

 

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