Che ci stai a fare

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Chi può dire di cosa sono fatto? Chi può dirmi quale sia la cosa giusta per me, o come dovrei vivere? Ho girato abbastanza da conoscere che tutte le persone si equivalgono, è per questo che alla fine ci si stanca e si ferma, cerca di mettere radici, e diventare terra, contrada, paese, perché la sua vita valga qualcosa di più di un giro di giostra. Se perfino Cesare Pavese, inquieto e solitario concepì che – ci vuole un paese, non fosse che per il gusto di andarsene via- Paese vuole dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nell’aria, nella terra c’è qualcosa di – tuo – che ti appartiene o ti è appartenuto che anche quando non ci sei rimane lì ad aspettarti. Chi può vietarmi di amare? Amare la donna che da sempre hai cercato, quella donna che faresti a meno di lasciare sola, quella donna che se appena da lei ti allontani senti già il desiderio di tornare? Come puoi non amare, come puoi non essere paese, terra, aria, respiro, per lei? Come puoi vivere senza amore, in questa terra di nessuno più di immagini vuote, talvolta visionarie? Chi può dire di che carne sono fatto? Chi può mai dirmi che non ci sono, non esisto, se io stesso sono la tua carne e il tuo pensiero? Chi potrà mai dirmi quale direzione debba avere il mio – viaggio-? Quando ho il mio viaggio da portare a termine, con l’unica consapevolezza di lasciare orme profonde e segni che altri come me, sognatori forse, potranno come me fare questo viaggio in una dimensione interiore. Farlo come un viaggio in cui si procede piano e lentamente, per avere la felicità di immergersi nel profondo di se stessi, delle proprie paure, del proprio mal vivere, ma anche nel proprio amore, nella propria solitudine, nel proprio dolore. Come fai ogni giorno, prolungare la tua esistenza in un vuoto, senza amore? Come fai a non credere più alla nostra avventura su questa palla sospesa nel blu. A non avere nessuna religione che ci tenga assieme. A offendere Dio con la pedofilia? Come fai a vivere in questa società che una volta era del segno e ora è del pegno? Per vivere abbiamo solo bisogno di amore e poesia! Chi mi potrà mai dire come io debba vivere? Importante è e sarà il mio viaggio che mi allontana sempre più dall’autismo sociale, il nuovo male, la nuova peste che si sta diffondendo sempre più nel mondo, nelle famiglie, nelle nostre esistenze, nelle nostre vite senza più punti cardinali, in una paura liquida in cui annaspando cerchiamo di non annegarci. Ci vuole coraggio, ma anche dolcezza, amore, la forza sognante dell’uomo che cerca a ogni modo con il suo viaggio di scarnificare e arrestare la realtà, e lo fa mettendosi a nudo col proprio corpo, coi difetti, coi ma e i se! Come fosse terra!! Intensa, accezione di terreno e di terra madre, con le sue essenze. Col suo amore!