Si aprono le porte del carcere per Roberto Formigoni

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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per corruzione che era stata inflitta a settembre 2018 all’ex Governatore della Lombardia dalla Corte d’appello di Milano per il caso Maugeri. Tuttavia ha ridotto la pena a 5 anni e 10 mesi di reclusione per avvenuta prescrizione di uno dei due capi di imputazione.

Roberto Formigoni, 71 anni, dovrà andare in carcere senza godere dei benefici penitenziari, a partire dalla detenzione domiciliari prevista per gli ultrasettantenni, ma esclusa per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione (come la corruzione) dalla nuova legge “spazzacorrotti”. Secondo la sentenza confermata dai giudici della Cassazione, Roberto Formigoni avrebbe ricevuto da Pierangelo Daccò, l’apriporte in Regione in grado di far arrivare fimi di finanziamenti al San Raffaele e alla clinica Maugeri, l’uso esclusivo di yacht, l’acquisto di parte di una villa e altri benefit (valore totale 6,6 milioni) in cambio di vantaggi per due le strutture sanitarie che in un decennio si sono assicurate finanziamenti per 120 Milioni, il San Raffaele, e 180 milioni, la Maugeri.

Il politico, scrissero i giudici d’appello, fino al 2011 avrebbe piegato a loro favore “la sua altissima funzione pubblica” grazie al “cavallo vincente” Daccò, che era stato scelto dai privati solo per “rapporti privilegiati” che aveva con lui. Daccò è stato già condannato in via definitiva a 9 anni per la vicenda San Raffale e ad altri 2 anni sette mesi per quella relativa alla Maugeri.