Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi, senza spegnere il cervello

Continuano gli appuntamenti della terza edizione di “Connessioni educative” un ciclo di iniziative, incontri, laboratori e approfondimenti sul tema del narrare in epoca contemporanea a cura dell’Istituzione dei servizi educativi e scolastici del Comune di Scandiano che ha l’obiettivo di tenere insieme generazioni diverse di educatori, genitori e ragazzi. Come per le altre edizioni, anche quest’anno vengono proposti appuntamenti rivolti da un lato alle scuole e dall’altro aperti al pubblico e alla cittadinanza, tutti gratuiti, con un’attenzione particolare ai genitori, agli insegnanti e agli educatori in generale. Quello che si vuole rilanciare ancora una volta è che tutti apparteniamo, ognuno con le proprie responsabilità e competenze, ad una comunità educante nel suo complesso, che vive di relazioni, disposta a mettersi in gioco e aperta al confronto, in una continuità costruttiva scuola-famiglie-territorio in cui ogni soggetto abbia un ruolo attivo e propositivo.

La giornata di oggi, venerdì 8 febbraio, proporrà un doppio appuntamento: dalle ore 17 alle ore 18.30 presso lo Spazio Bambini Tutti giù per Terra di Arceto per la fascia 0/6 anni ci sarà una narrazione animata del libro “Col naso all’insù” e un laboratorio di interpretazione personale “Mi avvicino a te con la tecnologia per poi utilizzare la fantasia”. Seguirà alle ore 18 presso il polo MADE di via Diaz la presentazione del libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello” alla presenza degli autori Vera Gheno, sociolinguista e curatrice della pagina twitter dell’Accademia della Crusca e Bruno Matroianni, filosofo della comunicazione. La società odierna possiede una molteplicità abnorme di strumenti, alcuni dei quali necessari, altri come computer, celllulare, I-pad lo sono diventati: se qualcuno ne è sprovvisto potrebbe essere considerato un alieno o un outsider oppure semplicemente un individuo libero? È noto che tali strumenti servano ed è altrettanto chiaro che dipende da come si utilizza lo strumento; non sempre la scelta più radicale è quella da intraprendere. “Proprio per questo motivo” affermano gli autori “per insegnare soprattutto ai ragazzi, ai giovani, ed anche agli adulti iperconnessi a saper utilizzare i social network con criterio e, in sostanza, per imparare a comunicare bene, abbiamo scritto questo libro.”

Un’idea geniale. Una guida indispensabile, o anche un vademecum perché ciascuno sia in grado di navigare in rete e parlare con utenti che spesso dimentichiamo appartenere al genere umano e ad una realtà. Ad esempio, il rivolgersi ad uno come fosse un amico di vecchia data; mentre, si tratta di uno sconosciuto, un docente, un signore anziano, o un professionista non è segno di educazione. E dunque, per aggirarsi in una giungla, occorrono delle coordinate, dei punti di riferimento, altrimenti ci si smarrisce. Questo libro fornisce delle linee guida utili a tutti e in particolare, vantaggiose a far comprendere che come in un bar, in una piazza, in un ufficio postale, in famiglia, o in chiesa, o su facebook, instagram, twitter, ovunque sia il luogo reale o virtuale, sapersi comportare bene e saper comunicare in modo chiaro e farsi comprendere è indispensabile per vivere in una società dominata sì dall’ipercomplessità, eppur tuttavia, umana. L’obiettivo del libro risiede appunto, nell’insegnare ad ognuno a prendere coscienza che la rete è un prezioso strumento come è altrettanta preziosa la libertà e la conseguente possibilità che ancora abbiamo di pensare liberamente, ma di farlo in modo critico, ragionevole. La parola nella rete come nelle relazioni interpersonali non virtuali è essenziale. E dunque, Gheno e Mastroianni muovendo dalle parole, consigliano di ‘come parlare di sé in maniera adeguata’, di ‘come informarsi prima di parlare di cosa succede’, utilizzando fonti autorevoli e di ‘parlare con gli altri’.

La questione ‘comunicazione’ mai come oggi assume un ruolo di riguardo e presenta problematiche da affrontare per essere in grado di destreggiarsi o meglio, semplicemente di parlare con l’altro senza offendere o essere frainteso. Di sicuro, nel virtuale come nella realtà, mancano alcuni aspetti peculiari atti al linguaggio: l’ascolto che implica il silenzio e l’attesa. Nel virtuale inoltre, crollano le dimensioni tempo e spazio, le emozioni si amplificano e si eccede facilmente senza poi riuscire a tenerle a freno, creando così discussioni inutili e non invece, ciò che Matroianni definisce, una “disputa felice”.
L’incontro sarà sicuramente interessante e i due autori saranno poi disponibili a domande e ad una discussione aperta sui temi affrontati nel libro nel quale si legge appunto “… la comunicazione non è un’azione strumentale per trasmettere un messaggio, è una relazione con l’altro che ci fa capire meglio di noi stessi. La conoscenza non è acquisizione e catalogazione di informazioni, ma capacità di mettere gli elementi della realtà in relazione con gli altri, tra loro e con ciò che siamo. Essere è trovare un proprio posto in questo insieme di relazioni che danno un senso alla vita. Non si può non conoscere come non si può non comunicare, così come non si può non essere.” Il messaggio del libro è, quindi, molto chiaro, per Essere non basta un click.

Tanti gli altri appuntamenti della rassegna, uno fra i più importanti quello di martedì 12 febbraio alle ore 21 in Biblioteca con il reading di Marco Baliani “Ogni volta che si racconta una storia”. Per vedere tutto il programma il sito è www.connessionieducative.it.

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