700 mila italiani vivono in Inghilterra: cosa succederà da aprile?

Roma prepara dei piani di emergenza per gestire le conseguenze di un possibile “no deal” sul commercio tra Italia e Inghilterra. C’è infatti la volontà di fare tutto il possibile per “scongiurare un no deal” fino all’ultimo, ma il 29 marzo si avvicina.

Nel Regno ci sono 330 mila italiani registrati, tra 600 e 700.000 quelli stimati. Roma è pronta anche ad una trattativa “bilaterale” con il Regno. Lo ha anticipato il sottosegretario agli Esteri con delega per gli Italiani nel Mondo, Ricardo Merlo, a conclusione d’una visita di due giorni a Londra con l’ambasciatore Luigi Maria Vignali, direttore generale della Farnesina per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie.

Merlo ha incontrato rappresentanze di connazionali e responsabili delle loro organizzazioni, ha evidenziato come la comunità sia “preoccupata” e “senta una grande incertezza”. Ha aggiunto di avere notato “buona volontà” da parte britannica sul tema del rispetto dei diritti degli europei continentali già trapiantati nel Regno, e di non aver motivo per mettere in dubbio l’impegno ribadito dalla May al riguardo anche nel caso di no deal. “Tuttavia le dinamiche politiche possono cambiare la situazione”.

L’obiettivo primario italiano resta al momento quello di favorire un accordo generale di divorzio soft entro fine marzo; o almeno di risolvere separatamente la questione dei diritti dei cittadini nell’ambito di un dialogo fra la Gran Bretagna e l’intera Ue. Ma non senza riservarsi in terza istanza la ricerca della soluzione bilaterale se tutto andasse male. Soluzione a cui Roma si prepara in effetti offrendo a priori piena reciprocità.

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