Davide Peron: “Inattesi è il disco dove trionfano l’amore e il coraggio”

Davide Peron pubblica il quinto album in studio ‘Inattesi’ lavoro che segna un nuovo passo di un percorso musicale iniziato alla fine degli anni novanta e proseguito fino ad oggi, sempre all’insegna della canzone d’autore e della ricerca dei testi, dove si fondono tematiche sociali importanti. Le sue canzoni si nutrono di semplicità, naturalezza, pulizia nella costruzione di musiche e testi. Affiora, forte, nei suoi testi anche l’impegno sociale: “La pallottola” uno dei pezzi di più marcato impegno civile, è stato scelto come inno da LIBERA (coordinamento Veneto), l’associazione italiana di Don Luigi Ciotti che si batte contro tutti i generi di criminalità organizzate.

Cosa hai voluto raccontare con questo ‘Inattesi’?

Il cd parla di gioie, di paure, parla con grande semplicità, quasi mai in modo artefatto. Parla di figli, anche se non sempre attesi, di grandi eventi. L’unico acuto che canto in tutto il disco è sulla parola “inattesi” nel brano “Abbiamo pensato a giocare”.Segno che forse anche chi non è aspettato ha diritto di essere compreso e merita di ricevere dignità.

Da molte testate nazionali è stato definito il disco dell’anno. Ti aspettavi tutto questo interesse?

E’ una grande emozione aver letto tanto interesse per questo lavoro. Devo dire che appena finito il disco, prima che uscisse, avevo detto a tutti coloro che hanno lavorato (musicisti, tecnici, produttori, grafico..) che qualsiasi cosa si fosse detto ero tranquillo perché era stato fatto nel miglior modo per le nostre possibilità. Per questo motivo, ero sereno e pronto ad accogliere qualsiasi cosa potesse accadere. Sono felice e grato nel vedere che il disco piace e ha ottimo consenso anche da parte della critica!

Quanto ti ha cambiato la paternità?

Moltissimo. Credo sia una cosa che se non si ha la fortuna di vivere non la si può capire fino in fondo. Ho spostato, tolto sempre di più il mio “io”. Se prima avevo la sensazione di essere uno strumento che la Musica utilizza ora ne ho le certezza. Anita Maria è arrivata per dirmi che devo guardare all’altro, al domani e non più “all’adesso”, l’io.

In abbiamo pensato a giocare parli proprio dell’essere diventato genitore…

Si. Tutto il disco ne parla. In questa canzone in particolare dico che il gioco (della vita) è così una grande fortuna che non ne vale la pena di buttar via o perdersi in altre cose inutili. Come per il gioco, la vita, è una cosa seria e quando ci si abbandona ad essa per davvero allora ci si diverte!

Ci sarà una seconda parte del tour?

Son sicuro che saranno ancora tanti gli appuntamenti in cui verrò chiamato a cantare questo disco. Ci sono già delle date in produzione sia come concerto singolo che in produzioni teatrali.

Progetti per l’anno nuovo?

Molti. Debutterò con mia moglie in uno spettacolo tetarale-musicale sulla figura di Padre David Maria Turoldo i primi di febbraio 2019. A marzo debutterà uno spettacolo teatrale della compagnia professionista Teatro della Gran Guardia di Padova sul tema della disabilità, spettacolo che userà alcuni brani del mio ultimo album. Avrò il piacere di rivedere don Luigi Ciotti e tutta Libera a Padova per la”Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia” il 21 marzo dove sarò presente con la mia canzone “La pallottola” inno di Libera Veneto. E poi nell’estate ci sarà il “Mi rifugio in tour” (il tour che faccio ogni anno nei rifugi delle Piccole Dolomiti, miei concerti tra prati e cime) che arriva alla sua 12a edizione, e per questa occasione sarà una grande festa nei rifugi delle Piccole Dolomiti. Per lo spettacolo teatrale- musicale “Una calza a salire e una a scendere” sulle portatrici carniche, in cui sono in tournèe da qualche anno, prosegue anche nel 2019 con altre date.

Davide Peron

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