Milano. Palazzo Marino riqualifica Cascina di via De Lemene

Pubblicato il bando per il recupero e la gestione dell’antica Cascina Boldinasco di via De Lemene nel quartiere Gallaratese, a ridosso dell’area del Portello e del Parco Monte Stella. Inserita nel progetto ‘Abitare in borgo’, e grazie ai fondi europei stanziati con il programma PON Metro, verrà affidata in concessione per quaranta anni per venire ristrutturata e destinata ad alloggi da affittare a canone convenzionato. L’obiettivo è quello di ottenere un servizio abitativo “giovane” fondato sulla reciprocità e sulla collaborazione: un progetto di co-housing sociale che introduce in città un modello finora non ancora presente. L’avviso pubblico rimarrà aperto fino al 14 gennaio 2019.

Per illustrare nel dettaglio il bando e meglio confrontarsi sulle potenzialità dell’operazione, tutti gli operatori interessati sono invitati all’incontro pubblico previsto per giovedì 29 novembre nel complesso di case popolari di via Solari 40, a partire dalle 18: “Il modello abitativo cui pensiamo per la cascina Boldinasco è molto innovativo, e rappresenta una scommessa per tutta la città – interviene l’assessore alla Casa e ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti –. L’Amministrazione intende lanciare una sfida, che risponda nello stesso tempo a più istanze: quella di famiglie che cercano un’abitazione bella, funzionale e con spazi potenzialmente condivisi con gli altri inquilini, da affittare a canone accessibile; quella di persone in difficoltà economica che hanno bisogno per un limitato periodo di tempo del sostegno dell’Amministrazione pubblica. E quella di operatori del settore immobiliare che abbiano interesse a sperimentare un nuovo modello gestionale, che dia vita ad una corte condivisa, abitata da famiglie ospitate e da famiglie ospitanti. Un modello fondato, quindi, sulla collaborazione e il sostegno reciproco”.

Il complesso edilizio è localizzato su un’area di proprietà comunale, la cui superficie complessiva è pari a 5.166 metri quadrati. È composto dalla cascina vera e propria (tre corpi di fabbrica con distribuzione a ballatoio intorno a due corti interne per una superficie di 2.397 metri quadrati), che storicamente si trovava al centro del piccolo borgo di Boldinasco attraversato dalla via De Lemene, cui si aggiungono un’area verde per complessivi 2.500 metri quadrati. Ultimato agli inizi del ‘900 intorno al nucleo originario, che risale invece al ‘700, dopo una prima vita da centro agricolo tradizionale, negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale il complesso ne ha conosciuta un’altra come azienda agricola zootecnica all’avanguardia, per poi venire conferito negli anni ’50 all’Amministrazione comunale e dedicato, fin da allora, ad alloggi sociali. Dal 2006 la cascina è stata abbandonata perché dichiarata inagibile.

Adesso, dopo 12 anni, la nuova scommessa. Lo strumento di intervento individuato è molto innovativo, un partenariato pubblico/privato (PPP): il Comune, attraverso i fondi di PON Metro (il programma europeo rivolto alle città metropolitane), contribuirà con 2,498 milioni per la riqualificazione dello stabile, cui si aggiungono 281mila euro per le attività di gestione e accompagnamento sociale. Il resto sarà in carico all’operatore. Una volta recuperato, lo stabile sarà costituito da 45 alloggi per un mix abitativo in co-housing: fino all’80 per cento rientreranno nell’edilizia convenzionata in locazione a lungo termine e/o godimento d’uso a canone concordato, il 20 per cento minimo sarà invece dedicato all’emergenza abitativa temporanea, ovvero a nuclei familiari indicati dall’Amministrazione. Per le aree esterne si prevedono spazi, tra cui un orto condiviso, a fruizione pubblica e funzioni di servizio per il quartiere che troveranno sede nel piano terra della cascina che affaccia su via De Lemene. Il nuovo modello gestionale dovrà quindi essere articolato su tre direttrici: la gestione degli alloggi per le due differenti tipologie di locazione; la gestione dei servizi riservati agli inquilini per sviluppare il modello di co-housing più adatto ai nuclei che si insedieranno (si prevedono attività di co-progettazione e co-gestione dei servizi e attività di accompagnamento per la costituzione della nuova comunità di abitanti); la gestione dei servizi al quartiere aperti alla cittadinanza le cui funzioni dovranno essere progettate insieme al quartiere.

Lascia un commento