Ossa trovate in Vaticano. Sono di Emanuela Orlandi o di Mirella Gregori?

Possibile clamorosa svolta dopo 35 anni. Sono state trovate delle ossa nel seminterrato di alcuni locali della Nunziatura Apostolica in via Po, a Roma. Sulla scoperta indaga per omicidio anche la Procura, che potrebbe dare una svolta al caso di Emanuela Orlandi, la quindicenne di cui si sono perse le tracce nel 1983. Disposte comparazioni sul cranio e sui denti, con i Dna della ragazza e anche con quello di Mirella Gregori, l’altra giovane scomparsa a Roma nello stesso anno.

La Santa Sede fa sapere che alcuni frammenti di ossa umane sono stati trovati in un locale annesso alla sede della Nunziatura Apostolica di via Po, dal 1959 sede dell’ambasciata vaticana a Roma, dove erano in corso “alcuni lavori di ristrutturazione”. Sul posto è subito intervenuta la Gendarmeria e dal Vaticano hanno informato del ritrovamento le autorità italiane “per le opportune indagini e la necessaria collaborazione nella vicenda”.

Agli investigatori il luogo e le circostanze fanno venire in mente i nomi di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori. Anche lei quindicenne, scomparsa da Roma il 7 maggio di quello stesso 1983, un mese e mezzo prima di Emanuela. Il procuratore di Roma Pignatone ha delegato la polizia scientifica e la squadra mobile della questura di svolgere tutti gli accertamenti necessari – in particolare quelli del Dna, ma anche comparazioni riguardanti in modo specifico il cranio e i denti – per stabilire “età, sesso e data della morte”. Non si esclude che le ossa siano di più di una persona, ma al momento non c’è alcuna certezza. Neppure la notizia che le ossa potrebbero appartenere ad una donna viene ufficialmente confermato.

La Procura di Roma – che più volte ha aperto e chiuso fascicoli di indagine per sequestro di persona ed altri reati, in relazione alla scomparsa di Emanuela Orlandi – ora procede formalmente per omicidio. All’inchiesta viene dato carattere di massima urgenza, ma non è detto che i risultati degli accertamenti siano imminenti e comunque decisivi. Tuttavia non è la prima volta, del resto, che nel caso del giallo di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori si sono riposte speranze nel ritrovamento di ossa umane. Successe già nel 2012, dopo l’esumazione dei resti di Renatino De Pedis, il boss della banda della Magliana ritenuto coinvolto nel rapimento e nell’uccisione della figlia del dipendente Vaticano. Era stato sepolto nella cripta della chiesa di Sant’Apollinare, dove vennero trovate circa 400 cassette di ossa: vennero fatti test e analisi che non portarono a niente. La gran parte di quei reperti però era antico, di età pre-napoleonica.

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