La pace fiscale della nuova legge di bilancio

Il decreto fiscale 2019 collegato alla Legge di Bilancio annovera alcune modifiche alle disposizioni in tema di pace fiscale e rottamazione delle cartelle. Il contenuto del decreto-legge fiscale correlato alla Legge di Bilancio 2019 è stato approvato in via definitiva nella serata del 15 ottobre 2018 e illustra le novità principali che il Governo desidera introdurre a partire dai primi mesi del 2019.

Una delle misure più rilevanti che riscontriamo all’interno del decreto fiscale 2019 riguarda, come preannunciato, la pace fiscale. Quest’ultima è stata articolata in diverse misure tra cui la rottamazione delle cartelle esattoriali e il condono dei debiti con importi non superiori a 1000 euro nel periodo intercorso tra il 2000 e il 2010.

Rottamazione-ter delle cartelle esattoriali: le misure previste dal decreto fiscale 2019

La nuova rottamazione delle cartelle esattoriali prevede che il contribuente in debito con fisco potrà giovare di ulteriori benefit rispetto a quanto accadeva con le precedenti rottamazioni. Il pagamento dei debiti potrà essere erogato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019 o, in alternativa, estinguendo il debito in dieci rate che dovranno essere saldate entro il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno.

Come ricordato anche da iContenzioso, software gestionale per commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro, gli interessati potranno saldare i propri debiti senza dover pagare gli interessi di mora e le sanzioni previste, in un arco temporale he può raggiungere i 5 anni. Qualora il contribuente fosse interessato ad adottare il pagamento in forma rateale, potrà sfruttare un tasso di interesse dello 0,3% che è notevolmente inferiore rispetto al 4,5% garantito dalle precedenti rottamazioni.

La pace fiscale includerà anche quei contribuenti debitori che avevano già avanzato richiesta per accedere alle precedenti rottamazioni ma che non avevano adempiuto al pagamento del proprio passivo.

Potranno aderire alla nuova rottamazione:

  • i contribuenti che avevano aderito alla prima rottamazione (DL 193/2016) i quali, tuttavia, risultano insolventi per non aver completato il pagamento delle rate previste;
  • i contribuenti che, dopo aver aderito alla seconda rottamazione (DL 148/2017), non hanno provveduto ad estinguere il pagamento di tutte le rate scadute entro il 31 dicembre 2016 sulla base dei piani in essere dall’ottobre 2016.
  • I cittadini insolventi che non hanno versato le rate connesse alla rottamazione in vigore. Per aderire alla nuova rottamazione dovranno versare le rate scadute entro il 30 novembre 2018.

Definizione e chiusura delle liti tributarie pendenti

Con la definizione delle liti tributarie pendenti ci si pone come obiettivo quello di accompagnare in modo più agevole i contribuenti ad estinguere il proprio debito con le casse dello Stato. Il cittadino insolvente potrà erogare la somma contestata per chiudere in maniera definitiva il debito in essere e, nel caso in cui il Fisco avesse perso il contenzioso dinnanzi alle Commissioni Tributarie di primo e secondo grado, potrebbe prender forma uno sconto teso a dimezzare o a ridurre a un terzo il debito del contribuente nei riguardi dello Stato. Sulla scorta di quanto dichiarato dal vice-ministro dell’Economia Massimo Garavaglia in una nota trasmissione televisiva in onda su Rai3, il tetto della pace fiscale sarà di 50000 euro.

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